Piovono conferme di Marcello Delfino

LA SPEZIA – In questi giorni, dopo lo storico successo in trasferta di Avellino, abbiamo avuto il piacere di leggere conteggi, statistiche, numeri, insomma, a testimoniare un momento particolarmente felice che ci carica di soddisfazione per l’oggi e di speranze per il domani.

Nel calcio, si sa, nessuno regala niente, neppure la buona sorte si offre gratis.

Soprattutto nel lungo termine, i risultati sono il frutto del lavoro e della partecipazione emotiva dei diversi elementi che compongono l’articolato contesto che influisce sulle prestazioni agonistiche.

Anche la fortuna, dicevo, va da chi se la cerca, come ha opportunamente affermato, in sede di commento della prestazione di Avellino, mister Di Carlo.

Aggiungo, pertanto, i miei ai meritati apprezzamenti che stampa e tifoseria riconoscono al lavoro del team tecnico, ai quali vanno associate le positive considerazioni per la dirigenza che ha saputo restituire all’ambiente quella sobrietà e quella serenità necessarie per raggiungere gli obiettivi che osiamo sperare ma che, scaramanticamente, ci rifiutiamo di esplicitare.

Tutto può succedere in dodici partite, tutto e il contrario di tutto.

Oggi la condizione fisica della squadra appare ottimale anche se qualche infortunio eccellente la priva di quella qualità che può fare la differenza.

Speriamo che il recente richiamo di preparazione non lasci strascichi.

Gli infortuni di Situm e Catellani sono già sufficientemente penalizzanti anche se, volendola vedere in positivo, potrebbero essere stati l’occasione per far loro prendere un po’ di fiato, soprattutto al croato, e per riaverli più forti di prima nel momento decisivo del campionato.

In questa ottica sarà opportuno gestire con prudenza Nico Pulzetti, che ha già faticato abbastanza, dopo una lunga assenza dai campi di gioco, per riconquistare una condizione fisica accettabile.

Se le sue prestazioni saranno dosate con intelligenza anche lui potrà fare emergere tutte le sue potenzialità nel momento cruciale, quello dei verdetti.

Nel secondo tempo di Avellino lo abbiamo visto un po’ troppo affaticato e, tenuto conto che non mancano davvero le alternative, forse poteva essere risparmiato un po’ di più.

Nel frattempo ci è esploso Acampora, sì, letteralmente esploso.

Il ragazzo ha dimostrato di essere assolutamente all’altezza della categoria, affidabile, pronto a sacrificarsi anche ricoprendo incarichi che non gli sono usuali e soprattutto capace di esprimere una strapotenza fisica che si accompagna a qualità tecniche e genialità tipiche dei mancini.

Un po’ di strafottenza partenopea e di incoscienza giovanile sono poi il condimento appropriato per un sughetto davvero appetitoso.

Sarà difficile farne a meno.

Assolutamente centrato, poi, l’inserimento di Sciaudone che dà quel tocco da piedi sapienti ad un centrocampo basato soprattutto sulla forza coriacea di Errasti e sul dinamismo di Pulzetti.

Anche se non disdegna la fase difensiva, soprattutto al momento della ripartenza avversaria, Sciaudone è decisivo nell’ultimo passaggio dando alla squadra quel quid di geniale che tante volte diventa decisivo in fase di finalizzazione.

Se c’è stata una regia dietro il mercato invernale, il film che ne è uscito è sicuramente meritevole di successo.

Anche Piccolo è, infatti, diventato determinante dando il giusto equilibrio ad una squadra che faceva paura soprattutto sulla fascia sinistra dove esprime abitualmente una qualità davvero inconsueta in cadetteria.

La fascia destra, grazie a lui, è diventata anch’essa occasione di speranza per i supporter e motivo di giustificato timore per gli avversari completando un quadro per il quale gli esterni avanzati, Situm e Piccolo, rientrano verso la porta col piede giusto e quelli arretrati si dispongono al cross sempre con il piede di gradimento.

Ma, a proposito di piedi, teniamoli per terra, anche se questa squadra, a differenza di quella di inizio campionato, sembra avere acquisito le esperienze giuste per affrontare i prossimi impegni con la consapevolezza della propria forza e senza le purtroppo note ansie da prestazione.

Adelante, Mimmo, con juicio.

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