Mar del plata di Claudio Fava. Recensione di Gaia Fabbri

“Vi ammazzano perché non conoscono i vostri pensieri e questo li fa impazzire”

mar del plata Ho appena finito di leggere questo libro, che non è esattamente una novità. E’ uscito nel 2013, era tra i miei desideri di lettura da un po’ e finalmente è arrivato il suo turno.

Comincio con una certa emozione, so che si tratta di una storia vera, di quelle che è impossibile lascino indifferenti. Mi ritrovo catapultata nell’Argentina di Videla, tra i sogni e le speranze di giovani giocatori di rugby, la squadra di Mar del Plata. Praticamente subito il primo di loro, Javier, detto il Mono, scompare. Il corpo viene ripescato dopo qualche giorno nelle acque del Rio de la Plata, con le mani legate da due giri di fil di ferro e una pallottola in testa. La domenica successiva i compagni di squadra decidono di fare un minuto di silenzio in sua memoria, ma di fatto ne passano dieci. Inizia così una sfida al regime militare, che costerà la vita ai giocatori, sostituiti man mano da ragazzini presi dal vivaio della squadra e promossi titolari per continuare a giocare, per non arrendersi alle minacce dei gerarchi militari, per non abbandonare il paese in cerca di salvezza, per rimanere a combattere, con la palla ovale come unica arma.

A raccontare la storia al giornalista Gustavo Veiga è Raul Barandiaran, unico superstite della squadra. E’ proprio tramite il giornalista che Claudio Fava è venuto a conoscenza di questa storia e ha deciso di scriverne, mettendoci passione ed emozione.

Claudio Fava: 55 anni, giornalista, scrittore, politico. Ha raccontato, per i giornali e per le televisioni, molti luoghi e molte guerre, dalla Sicilia che lotta contro Cosa Nostra ai difficili processi di pace in America Latina. Scrive anche per il cinema e il teatro. E’ sua la sceneggiatura del film I cento passi.

Gaia Fabbri, Libreria Liberi Tutti

libreria liberi tutti

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