“I problemi ambientali irrisolti da anni in una città di mare e le responsabilità delle istituzioni locali e dell’Autorità Portuale”

LA SPEZIA– Ancora una volta la città si trova di fronte a proteste e ricorsi da parte dei cittadini esclusi dalla partecipazione alle scelte dello sviluppo futuro della stessa, Golfo compreso. Rimarranno nella storia cittadina le vicende relative a Piazza Verdi e Piazza Europa, esempi della testardaggine istituzionale e di poca lungimiranza sulla partecipazione democratica, come passerà alla storia il tentativo di sovradimensionare il porto commerciale da parte di un’Autorità Portuale arrogante,chiusa in se stessa sul presunto ed invasivo P.R.P .

Lo stesso infatti confligge con la vocazione turistica del nostro Golfo, che più di essere dei Poeti diventerà dei container, e col rischio di un forte inquinamento marino la cui causa prevalente si presume possa essere causata dai dragaggi. Tali operazioni, non rispettose delle prescrizioni ministeriali di legge, fatte usando tecnologie obsolete che tutto fanno tranne che salvaguardare il nostro mare dal rischio di un inquinamento tale da causare danni alla mitilicoltura (di conseguenza, al lavoro di centinaia di operatori del settore) ed al nostro mare.

Queste esperienze dannose sembra non colpiscano poi più di tanto la città tutta, che insieme ai diretti interessati, dovrebbe ribellarsi allo stato di fatto invece di non vedere(o far finta di non vedere) ciò che sta accadendo rendendosi conto che non è  una cosa normale tanto da non cercare di cambiare rotta e di cercare una discontinuità sul modo di fare politica e battersi per programmare un progetto che coniughi sviluppo-lavoro e salvaguardia dell’ambiente.

Per la V.A.S provinciale

Franco Arbasetti

Per i Quartieri Del Levante

Rita Casagrande

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