Conferenza “Le Donne e la Grande Guerra”, una nota di Stefania Martinico

LA SPEZIA- Si è tenuta martedì 8 marzo 2016 la conferenza dal titolo “Le Donne e la Grande Guerra” presso la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, Via Chiodo 36. Conferenza accreditata a livello di interesse nazionale dalla Struttura di Missione per le Celebrazioni del Centenario della Grande Guerra della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’introduzione di tal evento è stata curata da Annalisa  Tacoli presidente dell’Alliance Française, che ha promosso ed organizzato questo  interessantissimo viaggio nel tempo e nella storia “italo-francese”  grazie al relatore Riccardo Balzarotti.

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Tantissime le immagini e i video d’epoca che hanno mostrato alla platea la reale situazione popolare, con particolare attenzione all’aspetto francese, “le donne e la grande guerra – dice Balzarottidiventano un argomento di cui parlare per diversi giorni, riuscendo a valutarne i diversi aspetti”.

L’excursus prende il via attraverso le immagini e le diverse tipologie di donna esistenti in quel periodo. Quelle idealizzate e cantate da scrittori e poeti, ideale di donna che i giovani dell’epoca avevano, espresso in sala attraverso questi versi “il profumo della donna è inafferrabile come il profumo di un fiore”. Vi erano le donne fatali, maliarde con abbigliamento, atteggiamenti e pose molto intriganti ed in fine la donna che si devastava di fatica mostrandosi vecchia a trent’anni, allevando una prole numerosa con 5/8 figli, lavorando duramente in campagna provvedendo a tutti i bisogni familiari compresi gli anziani del proprio nucleo.

La conferenza mostra le difficoltà e il coraggio di queste donne che si sono messe in gioco in questo cambio epocale, con mansioni, abitudini e costumi, riuscendo a superare i pregiudizi del tempo. In quel periodo vi furono le prime donne che entrarono in fabbrica, “attentando” la moralità maschile con l’utilizzo dei pantaloni. Colpisce la duttilità del sesso femminile, che stravolge il proprio ruolo, da bellissima dama che cura il proprio aspetto o quello della propria famiglia a donna che si adopera per curare gli altri, per continuare quel lavoro non svolto dagli uomini impiegati nel fronte.

Tantissime furono le donne coinvolte sul campo di guerra, svolgendo servizio da crocerossine. Molte di esse furono le franco-canadesi, Balzarotti dice che l’infermiera del tempo era vista come un -Angelo consolatore-, una guida saggia che potesse guidare anche psicologicamente il soldato moribondo o drasticamente ferito appeso ad un filo con la vita, e da non sottovalutare lo stress psicologico e fisico di queste donne che prestavano il loro servizio senza limiti di tempo e orario, curando soldati avvelenati, gassati con l’altissimo di poter contagiare malattie e infezioni non curabili.

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Noi di Laspeziaoggi abbiamo così chiesto (al relatore): “attorno a questo teatro così macabro e doloroso della prima guerra mondiale, diventa interessante e coinvolgente vedere con quale semplicità Lei ci ha mostrato questa forza, questo grande coraggio di donne che si sono adoperate e offerte. Ci chiediamo quindi cos’è che l’ha spinta a mostrare soprattutto alle giovani generazioni il valore e il coraggio di queste donne e il perché ci si deve interessare?”.

Perché, perché a me dispiace da morire che le giovani generazioni abbiano dimenticato … la cosa che io dico è: “c’era tuo nonno,tuo padre”  ..non stiamo parlando della storia, faccio per esempio di Giulio Cesare, qui c’era qualcuno che fa parte di noi, lo vediamo nei monumenti presenti in tutti i paesi, in tutte le città con dei nomi, alcuni riportano anche la loro giovane età, partiti in guerra  con una grande motivazione poter servire la propria patria. Quel “servire” che rendeva una nazione orgogliosa dei propri figli e delle proprie figlie, un esempio pratico e simbolico per l’Italia fu la Regina Elena, moglie di Emanuele III, lei trasformò le residenze di villa Margherita e l’appartamento della reggia del Quirinale in ospedali territoriali dove erano curati i grandi invalidi, oggi se chiediamo ad un giovane per cosa sacrificherebbe la propria vita, purtroppo non otterremmo alcun tipo di risposta.

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Riccardo Balzarotti ha un particolare talento emotivo, riesce a toccare le coscienze delle persone presenti in sala alternando a temi forti e profondi, leggere frasi o battute ironiche che portano un sorriso riflessivo sul volto degli uditori.
È la storia della nostra Europa, del nostro cambiamento e del coraggio dei nostri nonni o bis-nonni che non dobbiamo accantonare, facendoci sentire maggiormente legati con il nostro passato per poter, magari rendere orgoglioso il nostro futuro.

Stefania Martinico

Dott.sa in arti visive e discipline dello spettacolo

Elena cartolina regina

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