Alta Via a Centomila Euro – Mangia Trekking ha scritto al presidente della Regione Liguria

Assegnare la cura dell’Alta Via dei Monti Liguri a chi da sempre l’ha avuta in cogestione per centomila euro.

Se questa cosa andrà in porto come dicono gli organi d’informazione, significa semplicemente che non si vogliono fare gli interessi dei territori dell’entroterra sottoposti sempre più al fenomeno dello  spopolamento, all’abbandono dell’agricoltura e della cultura del bosco. L’associazione Mangia Trekking informa il Signor Presidente della Regione Liguria che del medesimo argomento, negli anni aveva dibattuto con l’allora assessore regionale Renata Briano, ed ancora prima con l’associazione Alta Via dei Monti Liguri. La proposta dell’associazione di Mangia nel Comune di Sesta Godano fu sempre quella di realizzare un cambiamento a favore dei Comuni sui propri territori.  Invece se tutto quanto si apprende dovesse accadere, anche dopo quanto vi è stato nel passato (e si veda chi erano i protagonisti sull’Alta Via allora ) significherà semplicemente che i piccoli paesi dell’entroterra non interessano, non richiamano attenzione. In questa circostanza meraviglia molto osservare che le varie Proloco di fronte a tali decisioni tacciono, osservano silenziose, che anziché localizzare  si centralizza. Sembra che non chiedano di essere protagoniste nella loro terra; forse qualche  dirigente regionale Proloco è anche contestualmente dirigente o associato all’organizzazione che si propone per  “continuare “gestire l’Alta Via dei Monti Liguri.

B - Foto Alta Via ML

Anche il pensiero inespresso di tante associazioni locali ci lascia perplessi. Ma forse loro come noi, non sono state neppure sentite all’argomento. Riteniamo che tali decisioni comunque continuerebbero nel senso di penalizzare le genti che vivono e lavorano sui territori dell’entroterra. Dove la vita è sicuramente più difficile. Gli organi d’informazione riportano di passata cattiva gestione delle risorse economiche nella manutenzione, nella sua segnatura e nella valorizzazione dell’Alta Via dei Monti Liguri, ma basta vedere chi vi era nel “pool” che gestiva l’Alta Via dei Monti Liguri per capire che la storia  purtroppo non dice nulla di nuovo (erano gli stessi che oggi sembrano definirsi “appena arrivati ”). Forse non si vuol riconoscere che tra i più assidui frequentatori dell’Alta Via vi sono i cacciatori, i taglialegna/agricoltori, le genti dei luoghi  e tanti trattori, auto fuoristrada, motocross e mountain bike. Sicuramente se quanto oggi, con un ritorno al passato, si  va nella direzione che riportano gli organi d’informazione, significa che in Regione  non si conoscono  molte cose, ma visto che nessuno è venuto a chiedere a gente come noi che  vive il territorio, significa che in Regione Liguria, l’organo competente ritiene di conoscer tutto.   Quando Mangia Trekking venne fondata, mise al primo punto  la centralità locale, contribuire a far tornare a vivere i piccoli borghi dell’entroterra, portarvi sopra la lente d’ingrandimento, il chiedere che le risorse anche per la sentieristica, Alta Via compresa, fossero assegnate al territorio, ai relativi Comuni, i quali avrebbero poi gestito con le realtà dei luoghi la manutenzione e la segnatura dei tratti di propria competenza. Un modo migliore per contribuire ad avvicinare al proprio territorio, per contribuire a muovere piccola economia ed animazione ed interesse locale. Anche verso la cura del sentiero. Sarebbe stato un modo per contribuire al lavoro di  qualche giovane o famiglia che vive sul territorio. Quale miglior sentinella del territorio montano di colui che ci vive, e si provi a pensare anche quanto importante lavoro sbrigano i giovani boscaioli/agricoltori del territorio. E quanti meriti hanno già queste persone, l’Alta Via dei Monti Liguri deve essere prima di tutto loro. Tra un grande supermercato e tanti piccoli negozi locali Mangia Trekking è dalla parte dei piccoli negozi. Purtroppo all’associazione  Mangia Trekking, mentre su questo argomento, osserva l’apparente comportamento silenzioso dei Sindaci dei piccoli Comuni dell’entroterra, non rimane che rilevare come da più parti sembrerebbe esservi un grande disegno per disconoscere e far morire i territori dell’entroterra  che lei ritiene vitali. In questa vicenda, se si realizzerà,  di positivo vi sarà soltanto il poter  osservare ed imparare con quali  procedure amministrative  un Ente Regionale Pubblico può assegnare a trattativa diretta tante risorse pubbliche ad associazioni private che fanno riferimento al diritto privato e se poi saranno anche ammessi i sub-appalti.

 

 

 

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