Intervento al Miro Luperi, una riflessione di Marco Fausti

SARZANA- Sabato 5 marzo 2016 il Consiglio Comunale di Sarzana ha approvato l’intervento sull’area verde del Miro Luperi per assicurare una nuova viabilità in quella zona (via Paradiso) e per soddisfare le richieste di miglior accesso e sicurezza agli impianti sportivi. Ne prendiamo atto, malgrado ci siano state proposte alternative a quella soluzione. Ritengo che in questo momento siano inutili le polemiche e le contrapposizioni,  guardiamo il risultato. Un risultato brutto quanto reale: un risultato che a oggi possiamo apostrofare con  “ancora una volta gli adulti hanno vinto sui giovani”,  hanno vinto perché si sono dimenticati di essere, ognuno per la sua parte, anche educatori. Ci dimentichiamo che siamo parte di una società ed ognuno, per il ruolo che riveste, ha una responsabilità verso i più deboli, quelli che non possono ancora decidere,  attraverso il rispetto ed il comprendere, che in questo caso significa anche essere garanti di un ordine culturale al di sopra delle parti. Quando l’uno o l’altro interesse scavalca il grado culturale che dobbiamo salvaguardare abbiamo perso, per noi e per i nostri figli.

Il 5 marzo abbiamo perso l’ opportunità di salvaguardare una zona verde ed un risultato, entrambi in futuro avrebbero potuto essere un ulteriore risorsa culturale nei confronti della pratica sportiva e dello sport in generale; abbiamo tagliato le gambe a coloro che in quello credono, magari con una visione “romantica rivolta ad uno stile di vita sano”,  a favore di coloro che rappresentano uno sport differente, uno sport dopato di troppi interessi.

Quando ci accorgeremo che molti  giovani oggi giocano di nascosto negli angoli più reconditi delle città, emarginati dal sistema sportivo organizzato, potremmo dire di avere ancora una coscienza che sappia guardare a loro.

Abbiamo perso quell’ordine culturale che doveva fermare sul nascere l’ipotesi di quel progetto, avremmo dovuto arricchire quel luogo (da anni in stato di abbandono per un certo aspetto) con l’occasione della nuova pista ciclabile che avrebbe fatto nascere nuove opportunità sia sotto il profilo sportivo che sotto l’aspetto turistico, e il sito avrebbe acquisito sicuramente un’identità rispettosa verso la città tutta.

Una questione culturale, quindi  una sorta di lotta contro i mulini a vento, si si, perché oggi la “cultura non paga”; una questione culturale che ci fa litigare,  umiliare ed infine perdere davanti ai nostri giovani. Avremo quindi una nuova strada, che porterà più auto , avremo meno spazio per muoverci, meno verde da respirare, meno ragazzi a correre, più giovani con meno opportunità …. Se sappiamo di cosa si parla, ovviamente!

(Marco Fausti, insegnante di Scienze Motorie ed allenatore nazionale specialista di Atletica Leggera.)

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