Stop alla pesca sportiva, un’opinione personale non del tutto condivisibile. Una riflessione di Fabio Vistori

LA SPEZIA – Leggo su “Città della Spezia” una presa di posizione del consigliere regionale Marco De Ferrari, a nome del Movimento 5 Stelle, riguardante la pesca sportiva. Nell’articolo si dipinge la pesca sportiva come un far west privo di regole, cosa quanto meno inesatta.
La pesca sportiva è regolata dal reg. CE 1967/2006 il cosiddetto “regolamento del Mediterraneo”. E’ dichiaratemente un’attività sportiva praticata per divertimento nel tempo libero, senza finalità commerciali e con l’impiego di un numero limitato di attrezzi quali canne, fili e ami.
E’ menzionata nei regolamenti comunitari e l’Europa raccomanda gli Stati membri affinché si facciano garanti del fatto che essa venga praticata in modo tale da non interferire in misura significativa con la pesca commerciale, e che sia compatibile con lo sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche vive e nel rispetto degli obblighi comunitari.
A questo seguono il decreto Mipaaf del 6 dicembre 2010, finalizzato a promuovere la rilevazione della consistenza della pesca sportiva e ricreativa in mare. Il Decreto Misteriale 15 luglio 2011 a integrazione del d.m. 6 dicembre 2010 sulla pesca sportiva, i decreti Ministeriali 31 gennaio 2014 e 22 dicembre 2014 concernenti proroghe del decreto ministeriale 6 dicembre 2010 e delle comunicazioni sull’esercizio della pesca sportiva e ricreativa in mare.
La presa di posizione della allora Giunta Burlando va quindi inquadrata in un contesto più ampio.
Coldiretti sul finire del 2014 lamentava una necessità di regole nuove per la pesca sportiva. La preoccupazione di Coldiretti è però più rivolta alla pesca sportiva in mare che a quella dell’entroterra e sulle stime esposte ci sarebbe a lungo da discutere, perché se è facilmente verificabile che siano presenti circa 10 mila pescatori sportivi in Liguria, pensare che le associazioni sportive organizzino per tutti ogni settimana dell’anno una iniziativa o che ogni settimana tutti peschino è pura fantasia.
Corretta è, semmai, la preoccupazione che le regole esistenti vengano disattese e non è una tessera a fare la differenza quanto la verifica che il pescato non superi il limite consentito, che il pescato sia a uso personale e che non venga immesso illegalmente sul mercato ittico.
Il problema dell’Italia e quindi anche della Liguria, è il controllo che le leggi esistenti, anche troppe, vengano applicate ed è li che si dovrebbe caso mai sollecitare la regione Liguria a intervenire.
Il Movimento 5 Stelle è, o dovrebbe essere, espressione della volontà dei cittadini, non necessariamente di una categoria singola, per quanto importante da sostenere, come quella dei pescatori professionisti. Prendere una posizione senza prima un confronto con chi la pesca sportiva la pratica, è sbagliato e lontano dai principi del Movimento.
Sarebbe opportuno, sopratutto per un Portavoce regionale attento e sensibile come Marco, approfondire la questione prima di prendere iniziative nel merito.
Sarebbe giusto e corretto ascoltare tutte le campane, perché se è doveroso che le regole siano rispettate è anche vero che questo paese di regole ne ha anche troppe, spesso non conosciute o delle quali non si verifica l’applicazione.
I pescatori sportivi non sono degli sbandati che rovinano l’ambiente ma spesso persone che l’ambiente lo amano più di tanti ambientalisti di città.
Sono in qualche modo continuatori della tradizione ligure della pesca, perché ricordiamoci che un tempo per pescare bastava una barca, una lenza o una rete e tanto spirito di sacrificio, non certo delle tessere e per questo motivo meritano un po più di rispetto.

Fabio Vistori, Cittadino in MoVimento

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