No a questa legge di revisione costituzionale di Marcello Delfino

LA SPEZIA – È con grande serenità d’animo che ho deciso di aderire e sostenere il “Comitato per il NO” nei referendum ai quali dovranno sottoporsi la Legge di Revisione costituzionale che sta ultimando il suo percorso deliberativo e la legge elettorale cosiddetta “Italicum”.
Come ha detto il Presidente della Repubblica nel messaggio che ha rivolto ai cittadini a fine anno, “la Costituzione non è soltanto un insieme di norme ma una realtà viva di principi e valori”.
Siccome credo che la Carta Costituzionale sia un dono irrinunciabile che abbiamo ricevuto dal sacrificio dei nostri nonni, che i nostri padri hanno saputo conservare e preservare, penso che il mio dovere sia quello di fare tutto quello che è nelle mie possibilità, anche se poco, per assicurare la continuità di questo indispensabile strumento di convivenza civile e democratica anche ai nostri figli.
Non c’è nessuna ragione di partito che potrebbe giustificare, alla mia coscienza, alcuna forma di indifferenza a fronte di un tentativo pasticciato, superficiale, pressapochista e cinico di utilizzare la Carta Costituzionale, stravolgendola, per favorire operazioni politiche che hanno nella conservazione e nel consolidamento del potere il loro unico obiettivo.
Nel corso della mia esperienza politica non mi sono mai sentito nella parte del “conservatore”, né quando militavo nella Democrazia Cristiana né allorché, coerentemente con la mia storia e con la mia sensibilità, ho scelto di partecipare attivamente a quei percorsi che mi hanno condotto ad aderire, fin dalla sua nascita, al Partito Democratico.
Non sono quindi pregiudizialmente contrario ad interventi che attualizzino la Carta Costituzionale anche se trovo che ci sia ancora molto da lavorare per attuarne diversi e significativi princìpi che sono rimasti ancora purtroppo irrealizzati.
D’altronde la stessa Costituzione, grazie all’umiltà ed alla lungimiranza di chi l’ha redatta, prevede ed individua gli strumenti corretti ed utili per riformarla.
Quando si ha l’ambizione di modificarne oltre quaranta articoli, intervenendo sul bicameralismo perfetto e quindi su un elemento portante dell’architettura costituzionale, si dovrebbe avere il rispetto necessario ed il buon senso per ricorrere ad una assemblea costituente che se ne occupi in totale autonomia rispetto alle ordinarie dinamiche politiche.
A ciò si aggiunga il fatto, non certo secondario, per il quale la Corte Costituzionale, a seguito di una legge elettorale giudicata inadeguata, ha ritenuto di consentire a questo parlamento l’ordinaria attività, come fosse in “prorogatio” e negandogli, pertanto, qualsiasi autorevolezza per intervenire sulla Costituzione.
Aderirò pertanto al “Comitato per il NO” che, a livello nazionale, si è organizzato attorno ad un gruppo di prestigiosi giuristi e costituzionalisti.
Ci si sta organizzando anche nella nostra città e mi auguro si sappia prescindere dalle diverse appartenenze facendo appello a quella coscienza comune che fu la forza dei padri costituenti.

Advertisements
Annunci
Annunci