Liguria: il “prezzo” dei detenuti psichiatrici, la Regione inadeguata spende per trasferirli

Batte cassa, il tanto decantato modello Lombardia a cui dice di ispirarsi il governatore ligure Giovanni Toti. Perché ai “vicini”, la Liguria ha anche affidato un compito oneroso, e costoso: ospitare i suoi internati. Autori di reato con problemi psichici che non possono più stare negli Opg, ospedali psichiatrici giudiziari, – gli ex manicomi criminali, già da oltre un anno fuori legge – ma allo stesso tempo, di fatto, in tutta la regione non possono neanche essere affidati alle Rems, le residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza che hanno sostituito gli Opg.
Strutture alternative di cui la Liguria è sprovvista, e che attualmente – ma sarà così, probabilmente, ancora per almeno due anni – la Regione è andata a cercare proprio in terra lombarda. Costretta a pagare l'”ospitalità” della residenza di Castiglione delle Stiviere, nel mantovano, oltre un milione di euro: soldi pubblici che ogni anno, finché la Liguria non si doterà di una sua Rems, da piazza De Ferrari continueranno a ingrassare i conti del Pirellone. Dopo aver raccontato le assurdità del carcere-lazzaretto di Marassi, dove sono trattenuti decine di detenuti con disagio proprio per l’indisponibilità di spazi dedicati nelle strutture alternative, e da cui nei prossimi mesi inizierà il lavoro di “monitoraggio e verifica sul campo” del neo Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma, Repubblica rivela così cosa accade fuori dal carcere, nel mondo parallelo che ruota intorno a chi il disagio psichico l’ha sempre manifestato, e per questo deve (o meglio, dovrebbe) essere affidato a strutture dedicate.
Autori di reato che un tempo sarebbero stati destinati agli Opg, e che oggi la legge dovrebbe affidare alle più “sostenibili” Rems. Luoghi dove le esigenze di cura dovrebbero sovrastare quelle di contenimento, e che in Liguria – “e solo poche altre regioni”, ammette ancora Mauro Palma – “mancano clamorosamente”.
Il problema non è solo di inefficienza del sistema (otto “casi” liguri sono addirittura ancora internati negli Opg di Napoli e Montelupo Fiorentino), ma anche e soprattutto di costi. La convenzione tra i due enti regionali per l’ospitalità degli internati liguri a Castiglione, siglata un anno fa, prevedeva 10 posti riservati alla Liguria per 300 euro al giorno a internato. Un milione l’anno, che con il passare del tempo è aumentato: quei posti non bastano mai, al 31 dicembre ad esempio i liguri erano 14. La Regione Liguria ha già chiesto (invano) che i posti convenzionati vengano aumentati da 10 a 20, ma la struttura lombarda è piena.
E nel frattempo, però, rivede i prezzi al rialzo. E quando si libera qualche posto, accoglie nuovi pazienti a costo maggiorato: circa 500 euro a persona al giorno invece che 300. Così che, “quando arriverà il conto, bisognerà vedere quanto salirà – ammettono dalla Regione. La Lombardia sta facendo un’opera di mercificazione, e se può aumenta il prezzo”.
Per evitare tutto questo, “basterebbe” non avere più bisogno del supporto di Castiglione (per altro la meno adatta in Italia alle esigenze di cura, un ex Opg da 160 posti, perennemente sovraffollato). L’alternativa ligure è stata identificata nella Asl 5 da 20 posti di Calice al Cornoviglio, nello Spezzino. Un’operazione avviata anni fa con lo stanziamento di 5 milioni tra fondi ministeriali e regionali, poi rimasta ferma per lungo tempo, per cui serviranno ancora un paio d’anni.

Articolo di Giulia Destefanis e Matteo Macor,

La Repubblica, 1 marzo 2016

Advertisements
Annunci
Annunci