Isee disabili, il Consiglio di Stato dà ragione alle famiglie contro il Governo

All’inizio del 2014, venuti a conoscenza dei contenuti della normativa sull’ISEE che prevedeva nel calcolo del reddito anche l’indennità di accompagnamento e la pensione sociale e che sarebbe entrata in vigore dal 1 gennaio 2015, uno sparuto gruppo di 120 persone disabili o loro familiari, (me compreso come padre di Lorenzo), ha deciso di presentare un ricorso al TAR del Lazio contro questa interpretazione sulle prestazioni assistenziali portata avanti dal Governo italiano.

Solamente 120 persone in tutta Italia: però la nostra con caparbietà e la nostra volontà di difendere i diritti delle persone con disabilità ci hanno portato ad abbattere questo arrogante gigante che provava a minare parte delle seppur poche conquiste delle persone con disabilità.
Il TAR  del Lazio prima ed il Consiglio di Stato poi (sentenza pubblicata il 29/02/2016), intervenuto grazie ad un ricorso del governo che attualmente gestisce le sorti del nostro paese e che si definisce di “sinistra”, hanno dato ragione alle nostre motivazioni, si legge nella sentenza :

“Occorre partire, pero, da talune ed ineludibili considerazione generali che, sullo specifico punto reputato incongruo dal Giudice di prime cure, evidentemente sfuggono alle appellanti, al di là d’ogni altra vicenda che ha preceduto l’emanazione del DPCM. Si tratta in sostanza della questione per cui, se tali somme sono erogate al fine di attenuare una situazione di svantaggio, tendono a dar effettività al principio di uguaglianza, di talché è palese la loro non equiparabilità ai redditi già di per sé, ossia indipendentemente dalla loro inserzione nel calcolo dell’ISEE.  Ebbene, se di indennità o di risarcimento veri e propri si tratta (com’è, p. es., l’indennità di accompagnamento o misure risarcitorie per inabilità che prescindono dal reddito), né l’una, né l’altro rientrano in una qualunque definizione di reddito assunto dal diritto positivo, né come reddito – entrata, né come reddito – prodotto (essenzialmente l’IRPEF). Tali indennità o il risarcimento sono accordati a chi si trova già così com’è in uno svantaggio, al fine di pervenire in una posizione uguale rispetto a chi non soffre di quest’ultimo ed a ristabilire una parità morale e competitiva”

A questo punto crediamo sia necessario e fondamentale un cambio di rotta delle politiche sociali nei confronti di tutti i cittadini con disabilità, sia a livello locale sia a livello nazionale. Non si può pensare di far cassa sulle spalle dei disabili , ma i disabili devono diventare una risorsa, una possibilità di sviluppo sociale su cui basare un nuovo welfare, rivedere le modalità di intervento garantendo alle persone disabili e alle loro famiglie la possibilità di scegliere le modalità di assistenza (diretta o indiretta ma scelta dalle persone coinvolte e non imposta), garantire loro una qualità di vita normale con interventi non più a pioggia ma con progetti individuali elaborati con la scala ICF, garantire le cure e le attività riabilitative più incisive e moderne.

Vogliamo garantire ai nostri cari una qualità di vita migliore con noi e dopo di noi , ma per esserne certi queste scelte devono essere fatte con noi.

Alessandro Ludi

Fondazione Ha.Rea Onlus

Associazione Bambini Cerebrolesi – Gruppo Di Volontariato Philadelfia Onlus

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