Il lato oscuro della Luna: i Pink Floyd

La grandiosità di un gruppo o di un cantante si misura con il rispetto e la considerazione che suscita intorno al proprio nome. Se poi questi non sono classificabili e non ingabbiabili in un cliché, in un’etichetta ben precisa, in un singolo genere musicale definito, allora questi, ma solo questi, sono i Pink Floyd. Trent’anni di musica indimenticabile, una suggestione infinita fatta di suoni talvolta inquietanti, di effetti sonori che travalicano le note del pentagramma, di atmosfere sia cupe che rilassanti. Quanti simbolismi si trovano nei loro album; hanno cantato e suonato il legame tra la psiche e la Luna, tra i chiaroscuri dell’essere umano diviso tra virtù e malvagità, tra il sottile confine che separa la genialità dalla follia. Se l’universo intero dovesse avere una propria colonna sonora, basterebbe un cocktail di brani presi dai loro album meglio riusciti e, una volta shakerati, servirlo al tavolo dell’infinito. Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason. Sembra la formazione di un equipaggio di astronauti, di eroi del cinema, bensì grandi musicisti e compositori spesso accusati di freddezza e misoginia ma in realtà, vissuti con un fantasma che non li ha mai abbandonati: Syd Barrett. Gli adolescenti Pink Floyd si misero in luce per essere tra i maggiori esponenti della psichedelia e Syd Barrett era la mente geniale del gruppo; di quel periodo si ricorda “The Piper at the Gates of Dawn”, album d’esordio ricco di sonorità all’avanguardia.

Ma quasi subito, l’LSD che tanto aiutava la creatività quanto danneggiava i cervelli, contribuì all’alienazione mentale del giovane Syd il quale, estraniato dalla realtà, venne inevitabilmente allontanato dal gruppo. I Pink Floyd proseguirono la carriera con un fondo di senso di colpa nei confronti dell’amico, rimorso che non li abbandonerà mai. Il rapido successo, le innovazioni musicali e sul palco, li fecero preda ambita per varie colonne sonore dell’epoca in ambito cinematografico.  Loro stessi furono protagonisti di un video memorabile per un concerto tra i più celebri ed originali, il Live at Pompei. Da soli, tra le rovine dell’antica città vesuviana, con la loro musica quasi da fantascienza, in un’atmosfera surreale, il risultato fu di una suggestione unica ed impagabile. L’album Ummagumma è avanguardia pura, con i versi di uccelli ed altre sperimentazioni. Contiene anche “Careful with that Axe, Eugene”, (Attento con quell’ascia, Eugene), con l’imprudente protagonista che ad un certo punto si produce in un urlo agghiacciante.

Ogni lavoro dei Pink Floyd è, a suo modo, un qualcosa di unico ed originale che ha influenzato la musica contemporanea, lasciando impronte indelebili persino con le copertine dei dischi. Ad esempio, quello con la mucca, Atom Heart Mother, ostico ed affascinante album di progressive che fa da spartiacque tra i primi Floyd psichedelici e la maturità artistica. L’apice assoluto sarà raggiunto da un LP che a tutt’oggi vanta un record di presenze nella hit parade difficilmente superabile, (742 settimane consecutive e 1100 totali), l’album del prisma, quello che parla del lato oscuro della luna, The Dark Side of the Moon. Contiene capolavori assoluti come Us and Them: “Noi e loro…e dopotutto siamo solo uomini comuni”, brano che parla della guerra, oppure Money: “Soldi, andate via. Trovati un lavoro meglio pagato e sei ok…”e ancora Time, l’affascinante The Great Gig in the Sky e Brain Damage, ispirata dalla vicenda dell’amico Syd Barrett. Un concept-album sulla vita umana che parla di Tempo, Soldi, Morte, Follia, Alienazione. Il seguente Wish You Were Here è invece interamente dedicato all’amico tanto rimpianto dalla band, il quale si presentò un giorno al loro cospetto e non venne riconosciuto, tanto era cambiato. Questo album, oltre che di Syd, parla in modo feroce dell’industria musicale e contiene una gemma assoluta suddivisa in nove parti, Shine On You Crazy Diamond: “Ricordo quando eri giovane, brillavi come il sole. Continua a risplendere, pazzo diamante…”. Si noti che l’acronimo del titolo è Shine/You/Diamond=SYD,  non a caso. La propensione dei Floyd ai concept-album, dopo la parentesi di Animals, sottovalutato ma ottimo lavoro, esplode definitivamente con l’opera summa, il maestoso ed imponente The Wall. Con questo doppio capolavoro, i Pink Floyd raggiungono anche quegli angoli della Terra dove non erano conosciuti,ricevendo dalla storia musicale contemporanea il lasciapassare per l’immortalità. Il successo dell’album, del video e del film di questa opera sull’incomunicabilità, la solitudine, la sofferenza dell’anima, sarà travolgente e planetario. I dissidi continui tra Waters e Gilmour, due personalità forti e diverse allo stesso tempo, non hanno impedito e forse hanno addirittura favorito, grazie alla competizione interna, una carriera musicale memorabile.

Dopo di loro, il lato nascosto della Luna è meno oscuro, benedetti uomini…

(Fabrizio Bordone)

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