Una lettera di Davide Neri e Michele Toccafondo sullo sviluppo e la manutenzione del territorio

Osservando alcune ferite nei centri storici dell’entroterra del Levante, si potrebbe concludere che il ruolo dell’amministrazione pubblica nella manutenzione del territorio abbia subito un progressivo ridimensionamento. In parte perché il valore dei centri storici e la loro fragilità spesso non sono percepiti, in parte per l’assottigliamento delle risorse in possesso di tali amministrazioni. Non si tratta soltanto di dare struttura a valori e cultura; parliamo di economia, di valorizzazione necessaria per la creazione di un turismo culturale ed attivo e di contribuire ad un sistema che crei lavoro di qualità. Parliamo del nostro “petrolio”, del nostro “oro”.Di conseguenza un ruolo attivo della cittadinanza con iniziative su base volontaria diventano auspicabili, se non necessarie. Questo può passare anche attraverso iniziative mirate ma pratiche e tutt’altro che dimostrative. 12713993_1551876848436874_205262291_nQuesta è un po’ la sintesi di sensazioni che passando per il disincanto e la delusione sono approdate ad una visione attiva. È per questo che mi sono trovato, appena rientrato dall’estero, con alcuni amici a ripulire Porta Chilosi, ovvero uno degli accessi alla struttura difensiva medioevale situata nel borgo di Bolano. La bellezza monumentale della struttura, che si apre sulla vallata e la domina fino al mare, era completamente coperta di sterpi ed infestanti, sia nel passaggio, ormai ridotto in alcuni punti a mezzo metro, sia nei muri. Con mezzi propri abbiamo lavorato due fine settimana alla pulizia di questa antica testimonianza della nostra storia, che ora è completamente agibile e godibile.
12722295_1551877115103514_1268218601_oLa pulizia ha però messo in evidenza delle crepe strutturali molto ampie, che potrebbero provocare il crollo del muro di contenimento a lato dell’abbeveratoio.
Il Comune di Bolano è stato informato e si attende un intervento urgente dellostesso per evitare il peggio. Preoccupante anche la penetrazione delle radici di piante infestanti di certe dimensioni in tutta l’estensione delle mura, che si frappongono tra le pietre, eliminandone il legante. Quanto sopra necessita di un’opera più profonda: una possibile soluzione potrebbe essere destinare per un paio di giorni gli operai della Ma.ris, che dispongono di tutti gli strumenti per un’opera di manutenzione efficace e, soprattutto, che il Comune intervenga tempestivamente per evitare di perdere questo patrimonio della collettività. Ho fiducia nell’operato dell’Amministrazione Pubblico e mi attendo una pronta risposta. Una cosa posso promettere, questo è solo il primo passo verso il recupero dei nostri tesori, ma c’è bisogno di tutti.

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