Un partenariato all’insegna della cultura tra La Spezia e Carrara

LA SPEZIA– I  Comuni della Spezia e di Carrara, tramite i rispettivi Assessori alla Cultura Luca Basile e Giovanna Bernardini, hanno siglato ieri mattina presso la Sala Giunta del Comune della Spezia, una lettera di intenti per realizzare forme di cooperazione e condivisione culturale.
Una prima azione di scambio delle rispettive comunità artistiche prevede di ospitare dal 4 marzo al 1° maggio, presso il CAMeC Centro arte moderna e contemporanea della Spezia, la mostra #Community. La comunità attraverso lo sguardo di artisti contemporanei, progetto espositivo altamente significativo della comunità artistica internazionale di Carrara e di allestire presso il CAP Centro per le Arti Plastiche di Carrara la mostra Mettiamoci la faccia. Artisti della città al museo, azione di mappatura degli studi degli artisti presenti sul territorio spezzino e carrarese.

CAMeC Piano O è un luogo d’incontro, scambio, riflessione e dialogo dedicato in particolar modo ai giovani, siano essi artisti, pubblico o fruitori. Dopo Mettiamoci la faccia. Artisti della città al museo, con #Community si vuole proseguire la mission precipua di questo spazio e segnare l’inizio di una politica di ‘scambio’ tra due forti comunità artistiche locali.
#Community è un progetto ideato da Andrea Zanetti – già ospitato a Castelfranco di Sotto, Empoli, Campi Bisenzio, Quarrata, Cascina – e ridisegnato al CAMeC in collaborazione con Cinzia Compalati. Diversi per provenienza e poetica, un gruppo di artisti si interroga cercando di tradurre con i linguaggi dell’arte contemporanea le riflessioni sull’idea di comunità. Un percorso che parla di città, comunicazione e relazioni e che attraverso la “leggerezza” della contemporaneità ci spinge a riflettere sulla necessità di ricostruire un’identità degli spazi urbani e a ridefinire le funzioni dei luoghi e delle relazioni che vi si consumano all’interno. Questi gli artisti in mostra: Cristina Balsotti, Carolina Barbieri, Simone Conti, Lorenzo Devoti, Sabina Feroci, Lorena Huertas, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Enrica Pizzicori, Francesco Ricci, Francesco Siani, Stefano Siani, Zino (Luigi Franchi).
L’inaugurazione al CAMeC è prevista il 4 marzo alle ore 18.00.

L’Assessorato alla cultura del Comune della Spezia ha avviato nei mesi scorsi la mappatura degli studi d’artista presenti in città. Infatti è sentire condiviso che alla Spezia esista un forte ambiente culturale – attivato non solo dalle istituzioni ma anche grazie a spinte private – che necessita di essere messo a sistema nella direzione di una regia unica.
Ne è nato Mettiamoci la faccia. Artisti della città al museo: sette fotografi di generazioni e formazioni diverse (Bianca Boriassi, Elena Brangi, Ekaterina Buscemi, Stefano Lanzardo, Andrea Luporini, Francesco Tassara, Ilaria Zappelli), selezionati da un comitato scientifico, hanno documentato i primi 25 studi d’artista, in un progetto a cura di Cinzia Compalati.
Sono stati ‘mappati’ gli studi di Fernando Andolcetti, Mirko Baricchi, Pietro Bellani, Renzo Borella, Roberto Braida, Moreno Carbone, Cosimo Cimino, Elisa Corsini, Alessio Guano, Giuseppe Gusinu, Enrico Imberciadori, Leona K., Fabrizio Mismas, Carlo Moggia, Nicola Perucca, Maurizio Rodighiero, Danilo Sergiampietri, Vittorio Sopracase, Stefano Tassara, Sergio Tedoldi, Giuliano Tomaino e Francesco Vaccarone.
Al CAP Centro Arti Plastiche, proseguirà l’azione di mappatura con l’incremento della documentazione fotografica di una selezione degli studi attivi a Carrara e simbolicamente quindi con il contatto diretto tra le due comunità artistiche coinvolte.
È CAMeC Open Studio a fare da cerniera tra i due progetti espositivi: mentre in città si svolge LO SBARAZZO #Vivilcentro, CAMeC piano ZERO – nato da un’idea di Carlo Moggia – apre le porte al pubblico, ai ragazzi e alle classi che potranno vivere l’esperienza degli studi aperti. Infatti il 19 e il 20 febbraio (dalle 11.00 alle 18.00) sono due giornate in cui gli artisti della città documentati in Mettiamoci la faccia ‘traslocano’ presso il Centro per farlo diventare un unico grande studio, ‘la casa’ di tutti gli artisti. L’ingresso al piano ZERO, per le due giornate, è gratuito e sarà possibile incontrare, dialogare, lavorare con gli artisti, oltre ad usufruire di un’offerta formativa rivolta a bambini e ragazzi.

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