I gatti non hanno nome. Recensione di Gaia Fabbri

indianaQuesto libro è per chi adora raccontare le storie cambiando di volta in volta il finale, per Zazie, che non ha mai preso il metrò, per chi vorrebbe avere i capelli profumati al gelsomino, e per chi ha capito che niente dura per sempre ma si ostina a chiudere gli occhi per veder apparire le stelle sotto le palpebre”.

E’ praticamente impossibile raccontare di cosa parli questo libro, è necessario leggere la storia di una ragazza senza nome che passa l’estate lavorando nella clinica veterinaria degli zii mentre i genitori sono in Europa. La protagonista scrive una lista interminabile di nomi per un gatto, prendendo spunto dalle persone che incontra e che la circondano, dagli improbabili esponenti della sua famiglia, dalle persone e dalle cose che colpiscono la sua immaginazione.

Per lasciarsi conquistare dalla ragazzina protagonista è necessario faticare per le prime pagine, perché non è facilissimo entrare in sintonia con la scrittura di Rita Indiana, ma dopo lo sforzo iniziale si viene premiati dal coinvolgente ritmo narrativo, dall’atmosfera magica tipica dei Caraibi, dallo stile fresco e originale. Tanto che, una volta arrivati alla fine, è difficile salutare questa ragazzina indimenticabile.

Rita Indiana è nata nel 1977 a Santo Domingo. Figura chiave della letteratura caraibica contemporanea e leader della band di merengue alternativo Rita Indiana y los Misterios, ha scritto romanzi e racconti tradotti negli USA. Blogger e conduttrice radiofonica, Rita è attivista del movimento LBGT.

Gaia Fabbri

Libreria Liberi Tutti

liberi tutti

 

 

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