Come la riforma Madia influenzerà il caso Acam.

LA SPEZIA- Sconfitti senza appello gli spezzini, di fronte a un potere imperante non solo politico. Il Tribunale della Spezia nel marzo del 2013, sulla vicenda Acam, si era pronunciato decretando che la nostra multiutility è un soggetto soltanto formalmente privato, essendo in realtà una società pubblica a tutti gli effetti, avendo all’interno del gruppo due società, Acam Ambiente e Acam acque, che sono state costituite e partecipate dai Comuni soci, con il modello di gestione cosiddetta in house, e pertanto non fallibili.
Ora la recente riforma Madia stabilisce che tutte le partecipate degli enti locali sono soggette al fallimento. Una decisione, questa, che comporta non poche perplessità in relazione al tipo di società in house. Queste società, come più volte rimarcato, sono una longa manus del Comune socio, si identificano con l’amministrazione comunale, tanto che questa vi esercita un controllo analogo a quello dei propri uffici e servizi, rendendo gli amministratori privi di autonomia gestionale, posto che gli obiettivi strategici e le decisioni significative spettano al Comune socio. La riforma Madia, stabilendo che queste società non possono fallire, comporta un espediente per scaricare sui creditori sociali, le posizioni debitorie che di fatto fanno capo al Comune socio, mentre prima , i terzi, escludendo la fallibilità, potevano contare sull’obbligo del socio pubblico di ripianare le perdite e quindi soddisfare i loro crediti. Comunque nell’un caso o nell’altro, a perdere sono solo e sempre i cittadini, che, nel disastro finanziario e patrimoniale Acam, dovranno fare fronte, con le proprie tasche, agli errori, alle incapacità di amministratori locali, poco inclini all’utilizzo giusto, dei denari pubblici.

Gli spezzini, sconfitti senza appello, un aiuto non lo hanno avuto neppure da organi Istituzionali, come la Procura della Corte dei conti, che sulla base dei principi fondamentali, della efficacia ,efficienza ed economicità della pubblica amministrazione, non si è mai espressa sull’esistenza o meno di danno erariale e conseguentemente di condanna degli autori del disastro. Una speranza gli spezzini l’hanno ancora: le prossime amministrative. Dovrà essere, un momento di analisi e di pensiero, un treno da non perdere, per riscattarsi dalle sconfitte senza appello.

Mario Bonelli dottore commercialista, Coordinatore provinciale del Movimento Politico “FARE” di Tosi

Advertisements
Annunci
Annunci