Palmaria la Capri della Liguria? Massimo Nardini risponde al Presidente Toti

PORTO VENERE– Ieri, 5 febbraio, la Giunta Regionale ha approvato il Protocollo d’intesa con il quale Regione, Marina Militare e Agenzia del Demanio consentono l’acquisizione non onerosa, a favore del Comune di Porto Venere, di un centinaio di immobili tra terreni e fabbricati. Un’occasione storica per la nostra comunità, frutto del lavoro incessante di intere generazioni di amministratori.
Mi ha molto colpito l’articolo di Carlo Ramoino, del Genova Post, che, riportando i contenuti della conferenza stampa, cita la seguente battuta del Presidente Toti:abbiamo l’ambizione  che l’isola Palmaria possa diventare la Capri della Liguria”.

Il pensiero non può non andare al famoso report del WWF sull’isola di Capri, un rapporto un po’ datato ma quanto mai significativo. A Capri, dal 1970 al 1996, sono stati cementificati 602.000 mq di territorio con un incremento del costruito pari al 117%, il numero delle abitazioni è aumentato del 456%, le richieste di condono (1985 e 1994) sono state 5.988 e il consumo di acqua è cresciuto del 346%; questo a fronte di un aumento delle presenze turistiche del 20%.
Se questo è il modello che si erge a fondamento di questo Protocollo dovremo, come gruppo consiliare, rivedere purtroppo il nostro voto del 18/11/2015, che, con molti distinguo e perplessità puntualmente esplicitate in Consiglio Comunale, è stato comunque favorevole all’accordo.
Non possono essere certamente queste le basi per valorizzare l’inestimabile patrimonio paesaggistico e naturalistico che  Palmaria rappresenta.

Ma voglio concedere al Presidente Toti il beneficio del dubbio, era partito bene con un bel “nel rispetto dell’ambiente”, per poi scivolare sulla similitudine caprese, forse la sua voleva essere solo una battuta per significare il primato, nel panorama turistico nazionale, che Capri già detiene e che Palmaria  potrebbe raggiungere.

Tuttavia il Presidente commette un grave errore concettuale, Palmaria infatti deve restare esattamente quella che è, con la sua natura selvaggia e incontaminata, senza necessità alcuna di essere trasformata in “altro”, quindi né Capri  né qualsiasi diverso sito per quanto famoso, solo e sempre Palmaria, l’isola che tutti amiamo. Un primo riscontro circa le intenzioni future su Palmaria, e sul resto del territorio di Porto Venere, lo avremo nel Consiglio Comunale che, su richiesta del mio gruppo consiliare, dovrà dibattere la proposta , a firma Masi e Nardini, di escludere le parti più sensibili del comune dal “Piano Casa” di recente approvazione. In tale proposta, non a caso al primo punto, viene prevista l’esclusione di Palmaria e dell’intero perimetro del Parco Regionale dalle premialità del “Piano Casa”.

Si tratta di una proposta di deliberazione coerente con la nostra precedente delibera del 2009, con cui escludemmo dal “Piano Casa” della Giunta Burlando le parti fragili del nostro territorio, quindi la nostra proposta attuale non è dettata da una contrapposizione ideologica o politica, bensì dal solo rigore di tutela del patrimonio paesaggistico di Porto Venere che da sempre ci contraddistingue.

In quel consiglio comunale vedremo chi si schiererà a tutela del territorio oppure se qualcuno aprirà la strada ad altre visioni, magari modello Capri.

Colgo l’occasione per rendere disponibile a tutti (slideshare.net) la nostra proposta di deliberazione presentata il 26/01/2016. Siamo certamente pronti a recepire, tramite emendamenti da presentare in Consiglio, proposte migliorative al nostro lavoro, che poniamo umilmente come base di discussione aperta a chiunque abbia veramente a cuore le sorti di Palmaria e dell’intero territorio della nostra comunità.

Il consigliere comunale di Porto Venere Massimo Nardini

 

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