Ashraf Fayadh non sarà condannato a morte, ma rischia carcere e 800 frustate

amnesty

(Cliccare sulla foto per firmare l’appello)

È notizia di questi giorni la revoca della condanna a morte per blasfemia del poeta palestinese Ashraf Fayadh, la cui pena è stata commutata in otto anni di prigione e 800 frustate. Il poeta era stato condannato da un tribunale saudita il 17 novembre 2015, accusato di diffondere con le sue poesie «idee distruttive contro Dio».
Grazie all’impegno del suo avvocato ed alle pressioni internazionali, Ashraf scamperà alla morte, ma non ad un’ingiusta ed umiliante detenzione, con l’assurda punizione corporale delle frustate.
È un risultato che, pur se apprezzabile in quanto viene perlomeno risparmiata la vita a questo giovane intellettuale, certamente non può essere accolto trionfalmente e non toglie l’amarezza e l’indignazione che si provano davanti alle ripetute, sfacciate e sistematiche violazioni dei diritti umani che avvengono in Arabia Saudita.
La sentita mobilitazione del 14 gennaio, giornata mondiale per Ashraf, indetta dal Festival Internazionale della Letteratura di Berlino, ha proposto un appello inequivocabile, l’abolizione totale della condanna e la liberazione immediata e senza condizioni di Ashraf Fayad.
Il circolo Uaar della Spezia, che insieme ad Amnesty International, ha aderito all’iniziativa del 14 gennaio, con la lettura delle poesie di Ashraf ed un interessantissimo dibattito sul tema, vuole ancora sottolineare l’importanza di tale evento, affinché sia stimolo di una continua attenzione ed una sempre più forte pressione universalmente condivisa in favore dei diritti umani.
L’obiettivo è la liberazione di Ashraf, per questo invitiamo la popolazione della provincia della Spezia a sottoscrivere l’appello di Amnesty International, che così posta sui social un aggiornamento:
5 feb 2016 — La commutazione della pena di morte in 8 anni di prigionia e di 800 frustate è comunque un delitto: continuiamo a firmare e a inviare messaggi all’ Ambasciata Saudita, al Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU e a chiunque possa agire per la liberazione di Ashraf Fayadh. Ad oggi, 5 febbraio , siamo arrivati a raccogliere 274.054 firme.Grazie”.

Per quanti non hanno potuto partecipare all’iniziativa tenutasi a La Spezia, presso la sala della biblioteca Beghi, è ora disponibile in Youtube, nel canale dell’Uaar: www.youtube.com il video integrale dell’evento, che invitiamo a vedere e condividere.

 

Cesare Bisleri (coordinatore circolo Uaar La Spezia)

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