Mali di ieri, rimedi di sempre… (una lettera di Massimo Caratozzolo Baldino)

LA SPEZIA– Riceviamo e pubblichiamo.

Mi era stato chiesto tempo fa di fare un elenco dei problemi più rilevanti della nostra provincia.
Avevo delegato ad altri il compito, ma oggi vorrei fare qui il mio personalissimo elenco delle “mascalzonate” spezzine.

La madre di tutte è ACAM. Una azienda “municilottizzata” da anni fuori controllo, che si sarebbe dovuta far fallire con tutto il suo enorme carico di inutili colletti bianchi per anni infilati dentro i tanti, altrettanto inutili uffici. Decine di “politici” si sono fatti campagna elettorale facendosi forti dei molti voti provenienti da quella azienda… Altrettanti poi, hanno fatto finta di non vedere! Oggi la maggior parte di ciò che si fa sul suolo spezzino è in realtà motivato dal cosa si deve fare o rimediare sotto di esso… e da quanto non è stato fatto precedentemente nonostante si sia già pagato per quei lavori. Così si spiegano le “mascalzonate” di piazze distrutte, alberi tagliati, cantieri perennemente aperti. Perché la magistratura non indaga? E perché non ci si pone il problema di come farà ACAM a pagare in futuro i debiti, se sta vendendo i rami di azienda che movimentano denaro, tenendosi invece quelli che producono solo passivi ? Semplice. Perché anche in futuro i debiti di ACAM li pagheremo noi , con bollette sempre più gravate di balzelli improponibili e ormai fuori controllo!

Il secondo problema perennemente irrisolto è quello di ENEL. Un’azienda che annerisce tutto quel che trova in zona (e la zona arriva oltre Portovenere). Ciò avviene non da ora, ma da quel lontano 1962 in cui qualche amministratore dabannato (e speriamo anche dannato), le acconsentì di insediarsi nella nostra città. A metà degli anni Settanta i partiti “di sinistra” si sostituirono alla DC nell’amministrazione della Spezia, e nel decennio successivo si arrivò a bruciare 1.800.000 di tonnellate di carbone l’anno. L’occupazione (dei loculi cimiteriali) impone d’altra parte qualche sacrificio.
Neppure un democraticissimo Referendum che indicava chiaramente la volontà popolare di chiudere entro il 2005 la centrale è stato rispettato. ENEL è ancora li… e noi ancora qui a parlarne e a spazzare fuliggine dai nostri balconi. Circa quella immessa nei nostri polmoni non è dato sapere, perché nessuno è ancora riuscito ad ottenere una seria indagine epidemiologica che permetta di collegare le tanti morti e i tanti malati di malattie respiratorie, e non solo, con la centrale. Perché la Magistratura non si attiva e a fronte dei tanti esposti non costringe chi di dovere a farla?

Il terzo problema irrisolto è quello della collina dei veleni ovvero Pitelli. Qui la magistratura a suo tempo ha indagato, ma con i tempi biblici dei procedimenti e le molte (troppe) coperture politiche di cui parecchi degli indagati avranno sicuramente goduto. A pagare in realtà non sono stati in molti (uso un eufemismo)…. e chi ha ridotto uno dei posti più belli della nostra provincia a un girone infernale (anzi una ventina di gironi infernali degni di un museo europeo dei veleni) gira ancora indisturbato, continuando a fare liberamente il proprio lavoro : quello di trafficante di fanghi, spazzatura, e Dio solo sa cos’altro!

Buon peso tra i problemi spezzini ci aggiungerei il Porto . Il porto porta : lavoro, inquinamento acustico, polveri sottili, e invivibilità di molte zone importanti della città (e provincia…vedi Santo Stefano). Il porto è intoccabile. Guai a parlarne. Si incazzano i sindacati. Si incazza l’Autorità Portuale.Si incazzano tutti. Gli unici che non si devono incazzare sono i cittadini che di notte non hanno diritto di dormire e di giorno si vedono espropriati dei loro quartieri e del loro mare. Un mare stuprato, dragato e avvelenato, ove anche allevare una “cozza”è cosa difficilissima e rischiosa, almeno quanto cucinarsi uno zucchina coltivata negli orti di Pagliari (vedi Pitelli e falde acquifere di cui nessuno ha mai detto con chiarezza).

In questo contesto un bel “rigassificatore potenziato” che renda il golfo spezzino un enorme distributore di energia sarebbe proprio la ciliegina sulla torta… magari mettendo lo stoccaggio nell’area dei cantieri San Marco o nei pressi…
I cittadini fanno esposti e la magistratura che fa? Li archivia….

Ovviamente la colpa sarà degli avvocati delegati dai cittadini, forse incaricando Taormina… Presto gli spezzini si attrezzeranno e chiederanno l’agendina dei legali a Dell’Utri.

La Sanità qui la tralascio…Non perchénon sia un aspetto importante dell’invivibilità della provincia spezzina, ma unicamente perché ne hanno parlato già tutti…Basti dire che abbiamo 3 Ospedali  e nessuno realmente funzionante a pieno regime. Attendiamo si realizzi la favoletta del quarto, ovvero il nuovo Felettino… Ovviamente diciamo ai molti malati : RESISTETE: Federici, pardon Felettino sta arrivando… E poi…scusate…qui l’emergenza sanitaria più grande non sono mica gli Ospedali. Qui la vera emergenza è quella di scampare a quanto sopra descritto, che provoca spazzatura fuori controllo, inquinamento fuori controllo (e non controllato), etc etc…

Per la legge di Darwin… l’uomo nuovo nascerà dalle nostre parti e sarà immune da tutte le malattie… Speriamo sia un magistrato!

(Massimo Caratozzolo Baldino)

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