L’affaire Monterosso: note di Nicola Busco e Rifondazione Comunista

MONTEROSSO– Riguardo ai fatti di Monterosso, riceviamo e pubblichiamo due note.

Nicola Busco referente Sinistra dei Valori Cinqueterre
Crollano i muri della ricostruzione, crolla la fiducia della popolazione nelle istituzioni. Cosa potremmo aspettarci nei prossimi giorni,visto che praticamente da una settimana siamo sotto assedio dei media locali e nazionali? Le notizie di questi giorni sconvolgono e portano alla luce ricordi che in molti non vorrebbero ripercorrere. Tragici eventi, che forse non si potevano evitare, vista la furia distruttrice della bomba d’acqua.
Ma forse si poteva rimediare mettendo in atto misure tecniche e strutturali efficienti. Nel 2013 facevo notare ai lettori che i muri della ri costruzione a poco a poco stavano cadendo poiché mal costruiti e forse ancora peggio non controllati da chi doveva controllare. Oggi chi può garantire che tutti quei soldi arrivati e spesi abbiano fruttato un lavoro a regola d’arte, o come si diceva una volta fatto da buon padre di famiglia? Basteranno le “cimici” a farci capire la vera intenzione di chi ci voleva far rinascere?

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Rifondazione Comunista
Ciò che sta emergendo sulla cronaca di Monterosso non è che la punta di un iceberg, ennesima vicenda in cui la gestione autoritaria da parte di sindaci e di stretti gruppi di collaboratori mette in atto sfruttando le gravi condizioni del territorio, dopo una tragedia come l’alluvione del 2011. Le intercettazioni che emergono hanno un rilievo politico straordinario, lasciando intendere ancora una volta il trasversalismo nell’interesse di gestire queste drammatiche situazioni non certo nell’interesse della collettività ma di pochi. Il punto di arrivo di una politica che deregola, che nasconde, che esclude partecipazione e trasparenza come elementi fondanti della vita pubblica, politica ed amministrativa. Non converrebbe scomodare la “questione morale”, tant’è che la liason che emerge tra Pd e Pdl a Monterosso non stupisce, visto che a suo tempo il sindaco Betta si presentò senza competitori alle elezioni. Ma siamo sicuri che questo sia l’epilogo? Da anni associazioni ambientaliste, in totale solitudine e contro questi poteri, hanno lavorato per raccogliere documentazione e prove di come il nostro territorio è diventato un banchetto per pochi, a discapito degli interessi delle comunità e dei cittadini. Frutto di scelte di potere che hanno deliberatamente proceduto con modalità autoritarie in direzione di favorire speculazione e malaffare. In questo senso la stessa Rifondazione comunista polemizzò con la scelta dell’allora sindaco Betta sul tentativo di fare una variante al PRG scaduto da secoli.  Il dato politico ad oggi è semplice: mentre c’erano volontari che spalavano, come quelli che organizzammo con le Brigate di Solidarietà attiva, ed aiutavano la gente, chi li amministrava pensava a “gonfiare i danni alla scuola” tanto “non se ne sarebbe accorto nessuno”. Auspichiamo che la Magistratura porti a compimento il suo lavoro, nell’interesse generale oggi più che mai, così come riteniamo doveroso che la Sinistra spezzina, ora più che mai, proceda unitamente verso un progetto di alternativa a questo sistema trasversale, che sia portatrice dell’unica rottamazione che questo paese ha bisogno, dalla corruzione e dal malaffare.

 

 

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