La Spezia annerita dal carbone, la maggioranza non vede l’urgenza e respinge le mozioni in Consiglio Comunale

LA SPEZIA – Ieri sera è andato in scena il solito teatrino in Consiglio Comunale. Tra le varie cose la mozione urgente presentata dal consigliere Giulio Guerri  e dal M5S contro lo stoccaggio delle ceneri Enel al molo Garibaldi ma che bizzarramente la maggioranza non ha ritenuto così urgente e quindi non se ne è discusso.  Alla luce dei fatti gravi relativi alla dispersione di polvere di carbone dei giorni scorsi la partecipazione al Consiglio è stata massiccia, sia da parte delle associazioni ambientaliste che da parte dei cittadini.

Come prevedibile anche le famose “truppe cammellate” che in questi casi vengono sguinzagliate, erano presenti in sala, ossia alcuni lavoratori della centrale Enel e forse qualche amico/a, fidanzato/a, giusto per fare ulteriore numero.

Perchè ogni volta che si deve parlare di salute pubblica non garantita in nome degli interessi economici del colosso aziendale di turno, inevitabilmente viene spedito il gruppetto che deve difendere il posto di lavoro. Film già visti, di un patetico non banale. Così come patetica è stata la signora (lavoratrice Enel? Moglie/fidanzata/sorella/amica di un lavoratore Enel?) che con una borsettina firmata sottobraccio sosteneva che “dati ambientali non ce ne sono”. Quindi la signora, attenta probabilmente alla moda ma disattenta all’informazione, è convinta che l’assenza di dati epidemiologici (forse voleva dire quello) garantisca una situazione ambientale salutare? Bizzarri anche i rappresentanti sindacali che sembrano quasi ammaestrati quando fanno i loro interventi. A qualcuno di loro ho chiesto se fosse a conoscenza della vicenda Tirreno Power di Vado Ligure/Savona (neanche 300 km da La Spezia), una vicenda tristissima che vede implicate decine di persone, dall’ex presidente della Regione Claudio Burlando, agli ex assessori Raffaella Paita, Renzo Guccinelli, Renata Briano solo per citarne alcuni. Insomma, quello che è successo a poche centinaia di chilometri da noi non lo conoscono. Eppure che dalle ciminiere delle centrali a carbone escono le più svariate sostanze tossiche: metalli pesanti come arsenico e mercurio, polveri sottili e ultrasottili, anidride solforosa e biossido di azoto, per citarne solo qualcuno, che l’inquinamento causato da combustibili fossili sia causa di gravi patologie umane è ormai noto a livello mondiale e la letteratura scientifica che ne documenta i danni è sterminata.

Ma quale sarà il futuro della centrale Enel di La Spezia, secondo il cui piano industriale ci sarà la dismissione? La centrale doveva esser smantellata nel 2005 dopo il referendum che ne decise la chiusura e invece è ancora lì, autorizzata da Federici a continuare a bruciare carbone, con tutti i danni alla salute che ne conseguono per gli spezzini. Una centrale la cui nocività è comprovata e ammessa dalla dirigenza stessa, che infatti ha siglato una convenzione che prevede un cospicuo “indennizzo” economico da versare al Comune per la mitigazione del danno ambientale prodotto dalla centrale. Soldi che però il Comune ha speso in lavori pubblici in zone che nulla hanno a che fare con la centrale (viale Amendola, Piazza Verdi, ecc).

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