Virginia di Castiglione “La più bella spia del secolo”

Riceviamo e pubblichiamo una recensione del libro “Splendore e ombre: Virginia Verasis di Castiglione“, della scrittrice spezzina Gabriella Chioma.

Virginia Verasis di Castiglione, conosciuta anche come la Contessa di Castiglione, è sicuramente uno dei personaggi femminili centrali del nostro Risorgimento. Il suo ruolo di spia si inquadra negli eventi successivi alla partecipazione italiana alla Guerra di Crimea (1855). Soprattutto, con la partecipazione italiana al Congresso di Parigi, nella Primavera del ’56, e con la volontà di Cavour di avere in quella occasione la possibilità di ottenere da Napoleone III un suo intervento in favore del Piemonte contro l’Austria. Intervento questo, necessario per la liberazione del Lombardo Veneto vero e proprio primo passo verso l’Unità d’Italia.

La Contessa di Castiglione, a differenza di altre patriote italiane, non operò nei salotti letterari della penisola, noti luogo di scambio per le informazioni, o in una redazione clandestina, ma sul campo e in territorio straniero: ovvero, sul “Fronte Occidentale”. Una sorta di contraltare operativo al Colonnello Giuseppe Govone, considerato oggi il padre del Servizio Segreto Militare italiano, che in quel tempo si trova a organizzare la rete informativa piemontese contro l’Austria sul “Fronte Orientale”. Tra le altre cose, Virginia fu tra le prime spie del Servizio Segreto del Ministero degli Esteri del Regno di Sardegna, nato nel 1854 per volere dello statista piemontese, e da lui in prima persona coordinato in diverse occasioni.
Parzialmente stipendiata dai Servizi Segreti dei Savoia, si trasferì a Parigi dove la sua bellezza trovò già predisposta un’ottima cassa di risonanza nella straordinaria reputazione creatale dal geniale statista. Cavour, infatti, con uno stratagemma antesignano delle moderne tecniche di Guerra Psicologica, aveva saputo abilmente creare una leggenda alla quale tutti rimasero soggiogati.
Grazie alla sua copertura, Virginia poté più facilmente consegnare messaggi riservati, corrispondere, andare e venire liberamente tra la Francia e l’Italia, talvolta scavalcando il protocollo diplomatico ed esponendosi a rischio di serie inimicizie fra i diplomatici stessi. Tuttavia, dopo pochi mesi, portò a termine la sua missione. Soprannominata in modo dispregiativo dalla nobiltà d’Oltralpe: “Notre Dame de Cavour”, si strutturò intorno a lei un sistema di spionaggio volto a controllarne i movimenti. Ci furono anche dei tentativi di ucciderla oltre a congiure per screditarla e allontanarla dalla corte di Parigi. Il crollo del Secondo Impero e il cinismo ingrato dei Savoia contribuirono, invece, alla definitiva scomparsa di Virginia dalle scene pubbliche. Iniziò così quel periodo d’Ombra fatto di rimpianti, lutti, mali fisici, ma soprattutto spirituali che a poco a poco spensero la sua natura solare portandola verso una morbosa attrazione per l’oscurità, “per l’ombra, per la notte sentita come quiete, invocato preludio dell’annullamento finale”.

Cop. Castiglione

Morì con un grande rimpianto: quello di non aver scritto la propria biografia. Merito, pertanto, va dato a Gabriella Chioma non solo per essere stata la prima biografa della Contessa di Castiglione in un mondo, spesso di detrattori, tutto maschile, ma soprattutto per aver finalmente scritto quel libro di verità e giustizia che Virginia avrebbe voluto tanto realizzare.

(Federico Prizzi, Casa Editrice Novantico)

 

 

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