Family Day, ancora polemiche sulla presenza del gonfalone della Liguria

Quattro pullman, con oltre 200 spezzini a bordo, partiranno questa notte per partecipare al Family Day di domani a Roma. A questi si aggiungono quelli che raggiungeranno la Capitale con mezzi propri. Intanto, non si placano le polemiche per la presenza del Gonfalone della Regione nel corteo.

A dire “no” sono anche 107 iscritti al Partito Democratico. 
Noi, iscritti e sostenitori del Partito Democratico della Liguria diciamo “No all’uso del gonfalone della Regione Liguria al Family Day” e chiediamo che venga revocata la concessione fatta in occasione della riunione della giunta regionale del 22 gennaio 2016 con cui la Regione Liguria ha autorizzato l’uso del gonfalone regionale per il 30 gennaio a Roma in occasione della manifestazione denominata “Family Day”. Non è assolutamente nostra intenzione mettere in discussione la libertà di manifestare di chiunque, sia esso rappresentativo della maggioranza o della minoranza dei cittadini, purché la manifestazione sia stata autorizzata dalle autorità competenti e anche se a oggi non ci è chiaro chi la organizzerà. Non possiamo accettare che un’istituzione rappresentativa di un popolo intero, quale quella dell’ Ente Regione Liguria, prenda una posizione dichiaratamente di parte, e conceda l’uso di uno degli emblemi regionali, il gonfalone, che insieme alla bandiera ed al sigillo sono rappresentativi di tutta la comunità.
Chiediamo la revoca della concessione dell’uso del gonfalone per il Family Day di sabato per evitare una palese violazione dello Statuto Regionale e un vulnus istituzionale difficilmente sanabile. Chi fosse d’accordo con le tesi proposte al Family Day potrà partecipare a titolo personale o in rappresentanza del partito di appartenenza. Ma non in nome della cittadinanza nella sua interezza. Questo no.

Sarà presente anche la Lega Nord e, in rappresentanza della Liguria, parteciperà il Consigliere Giovanni de Paoli.
«Ritengo doveroso partecipare ad un simile evento – dice De Paolipoiché, in questo momento storico, in cui sembrano volersi stravolgere tutte le certezze che riguardano la tutela della famiglia tradizionale, è necessario impegnarsi e scendere in campo». Il consigliere ricorda che nell’articolo 29 della Costituzione si legge come la Repubblica riconosca i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
«In questo momento – aggiunge – la famiglia tradizionale e i valori che ha sempre incarnato è sotto attacco da parte del Governo di Renzi. Il ddl Cirinnà infatti punta ad equiparare le unioni civili al matrimonio e apre la strada all’adozione da parte delle coppie gay. Vorrei ricordare come nel nostro codice civile siano già presenti degli strumenti giuridici che regolano alcuni aspetti per le coppie di fatto. Io non sono contrario ad approvare una legge sulle unioni civili, che regoli la convivenza tra coppie non sposate  in modo da estendere alcuni diritti e doveri anche a questo tipo di unioni, ma sono contrario all’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso perché è dimostrato da innumerevoli studi  che un bimbo ha bisogno di una figura materna e di una paterna. Con queste convinzioni parteciperò domani al Family Day in difesa della famiglia tradizionale e di tutti i valori che ruotano attorno ad essa».

 

Advertisements
Advertisements
Advertisements