Gonfalone Liguria al Family Day, i commenti di Gianni Pastorino e di “Sinistra dei Valori”

Continua a far discutere la decisione della Regione Liguria di partecipare al “Family Day” di sabato 30 (a Roma) con il gonfalone.

Gianni Pastorino, Rete a Sinistra
E alla fine Toti la spunta. Al termine di un infuocato dibattito, a consiglio regionale quasi concluso, arriva l’approvazione con la solita maggioranza (risicatissima) di un voto: il gonfalone di Regione Liguria campeggerà sulle teste dei devoti ultraconservatori al Family Day.
Ma la polemica non si placa: «hanno oltraggiato il principio costituzionale della laicità, in una discussione è naufragata nel caos; dai banchi della destra echeggiano proclami vergognosi – commenta nel “day after” il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino sentire qualcuno che inneggia a “dio, patria, famiglia” mi sembra davvero fuori luogo, specie in una regione che ha pagato con il sangue la libertà dal fascismo. Da questa gente non accettiamo prediche sulla moralità». Diradato il fumo, c’è spazio per qualche considerazione a mente fredda: «Il fiocco in onore dei 2 marò, il Family Day: alla fine le polemiche che si consumano attorno al Gonfalone sono solo pretesti. In realtà c’è l’occupazione ideologica di uno spazio politico – sottolinea Pastorino – Cosa c’è da stupirsi? Ora che la destra in Liguria si sente razza padrona, porta avanti un processo per il sistematico smantellamento dei valori che finora hanno retto questa Regione. Si comportano né più né meno di come ci si aspetterebbe. La presenza del gonfalone al Family Day rappresenterà l’ostensione del bottino di guerra. Oggi la preda consiste nel simbolo della Regione, domani potrebbero esserlo quei diritti che noi abbiamo sempre ritenuto intoccabili». Resta però che con un solo voto di scarto si baratta l’identità di tutti sull’altare della volontà di parte, devotamente genuflessi al comandamento della famiglia tradizionale. «Sull’onda del momento alcuni consiglieri di maggioranza perdono la testa, le sparano davvero grosse, farneticano di “uteri in affitto” e “donne-fornetto” – conclude Pastorino ma almeno si dimostrano coerenti, rivelando la faccia più deteriore e retriva della destra che oggi governa in Liguria. L’incoerente alla fine sembra proprio essere Toti, che da un lato va a braccetto con i tradizionalisti del Family Day, e dall’altro “benedice” le unioni civili: decida da che parte stare».

Antonio Parrillo, Sinistra dei Valori
 Se la partecipazione fosse personale e non in rappresentanza di 1 573 837 abitanti  della nostra regione, non avrei  nulla da dire.  Cito testualmente :“ Il prossimo 30 gennaio Andrea Costa (Gruppo Misto-Ncd Area Popolare) rappresenterà la Regione Liguria, sfilando, insieme ad altri consiglieri, con il gonfalone, all’appuntamento che si terrà a Roma. «La presenza del gonfalone della Regione Liguria testimonia con chiarezza quali sono i valori che animano questa amministrazione», dice Costa, puntualizzando che la famiglia rappresenta «la base della nostra società».  l’iniziativa organizzata a Roma in difesa della famiglia tradizionale a cui ha aderito ufficialmente anche la Regione Liguria.”  Il problema nasce nel momento in cui l’Amministrazione Regionale bigottamente decide di inviare un rappresentate   all’appuntamento con il “Gonfalone” che a mio modesto parere andrebbe usato con più sobrietà, e non in  rappresentanza  di chi rappresenta il bigottismo. Sì, avete capito bene una amministrazione bigotta e bacchettone, che ha la presunzione di volere rappresentarmi in quanto cittadino ligure al Family Day.
Eh no, caro Costa: né tu, né la la Giunta di cui fai parte  mi rappresentate. Tu non rappresenti la mia idea di famiglia, non rappresenti chi, come me crede, che l’amore non ha titoli e che è estremamente convinto che la famiglia sia il risultato dell’amore e non uno scherzo della natura. I diritti civili sono un fatto di cultura. Io credo che l’Amministrazione Regionale  debba rivedere la sua decisione e di governare con la ragione e non con l’arroganza e la prepotenza.

 

  

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