Elli de Mon venerdì 29 da Bacchus

​LA SPEZIA- Venerdì 29 gennaio arriva all’Osteria Bacchus tutta l’energia di Elli de Mon ovvero chitarra resofonica, grancassa, sonagli, voce e ampli saturato. La one-girl-band presenta il suo secondo lavoro intitolato semplicemente II, due o secondo. Due come gli opposti: luce e ombra; giorno e notte; io e l’altro. Due come il secondo dei Led Zeppelin. Due come naturale prosecuzione del primo lavoro a cui questo disco è intrinsecamente legato, nella concezione e nella produzione. E poi due come qualcosa di più profondo: il numero due è il simbolo della separazione, rappresenta la perdita di unità originaria. II, il nuovo album di Elli de Mon, alias Elisa De Munari, è pensato come il percorso della coscienza che vaga per ritornare a quell’uno, al proprio “daimon”, demone che ciascuno ha come propria vocazione. L’incedere della coscienza e della ricerca è scandito dalle ore del giorno: il disco inizia all’imbrunire, va dall’oscurità alla luce. I brani seguono questo andamento anche a livello armonico: culturalmente gli accordi minori sono associati alla notte, mentre i maggiori alla luce.

Dal disco arriva Zen Song, di cui è stato realizzato il video che vi mostriamo. Protagonista è un’anima scissa in due, simbolo della lotta con se stessi, della contrapposizione degli opposti. La dualità riprende il concetto che sta alla base del disco, la divisione tra diurno e notturno, maggiore e minore, luce e buio.

Elli de Mon si è formata grazie alla musica modale indiana e ha alle spalle più di 120 concerti in Italia, Germania, Francia, Svizzera Austria e Spagna. Il suo secondo disco, uscito a un anno esatto dal debutto, è prodotto dalla storica etichetta francese Pitshark Records che ha lavorato con alcuni importanti nomi del rock mondiale, dai Motörhead aiRadio Birdman, dai New Christs ai Nomads fino ai Sewergrooves e Cosmic Psychos.II è stato registrato la scorsa estate al T.U.P. Studio di Brescia, prodotto da Bruno BarcellaAlessio Lonati che hanno anche partecipato alle registrazioni. Il suono e la produzione è più minimale rispetto all’album d’esordio e l’atmosfera si fa ancora più cupa e oscura:PJ Harvey, i Kyuss, John FaheyBlind Willie JohnsonBessie Smith e Son House sono i punti di riferimento, insieme alla musica indiana e orientale.

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