Romitelli e Bad Trip: un concerto dell’Ensemble Eutopia al Civico contro la “cultura normalizzata”

In un Teatro Civico mai così pieno per un appuntamento di contemporanea e sotto gli occhi emozionati di Jena Filaccio moglie del compianto artista visivo, fumettista e illustratore Gianluca Lerici Aka Bad Trip, si è tenuto il concerto di Eutopia ensemble che ha suonato le musiche del compositore Fausto Romitelli dedicate proprio al Prof. Bad Trip in forma di “Three lessons” per ensemble amplificato ed elettronica.

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Foto di Federica Pantani del concerto tratta dalla pagina social

Archi, pianoforte, basso e chitarra elettrica, fiati e percussioni suonati in modo non convenzionale insieme a sintetizzatori e tastiere MIDI in un’opera totale immersiva ed elettrizzante. Jena aveva scelto gli sfondi scenografici dalle opere visive più inerenti ai temi sonori e il concerto di Romitelli suonato dall’ensemble EUTOPIA che fuoriesce dalla “avantgard music” di genere, ricco com’è di distorsioni e sonorità rock alla Hendrix, una vera ragnatela in espansione tra noise e spettralismo, è stato uno dei momenti più intensi e appassionati che questa città abbia offerto ai suoi concittadini da molti anni. Il primo brano per chitarra elettrica TRASH TV TRANCE di Romitelli eseguito da Gilbert Imperial ha lasciato tutti a bocca aperta: 12 minuti di esecuzione musicale “solo” come una allucinazione metropolitana, trascinante e graffiante.
Questo concerto è stato un omaggio sincero a Bad Trip oltre il revival nostalgico ma anche un momento di ascolto puro, una musica da cui farsi attraversare come un flusso incontrollato, interiore, psichico come suggerisce dal palco il direttore d’orchestra e ideatore del progetto Matteo Manzitti. Una comunicazione artistica a un livello profondo e irraggiungibile dalla tradizionale musica “lucida”. Emozioni oltre la ragione come già dichiarava nelle sue opere Gianluca Lerici ma anche lo stesso Romitelli: vedere oltre la percezione sensoriale e ascoltare suoni come attraversare quel confine liminale tra realtà e surrealtà. Plasmare il suono per tirarne fuori un’atmosfera allucinata, produrre visioni di un oltre inconcepibile: dentro Artaud, Henry Michaud ma anche Gérard Grisey.

Una platea partecipata, brani irresistibilmente “contagiosi” come quel virus che Bad Trip e Romitelli auspicavano attecchisse contro la massificazione della società che con la loro arte criticavano e che ha ricordato a tutti i presenti, altri momenti della città. Quando si andava al Civico a sentire i concerti dei Faust grazie alla programmazione del gruppo MUSICHE, o i Motus che mettevano in scena come novello Orfeo, Nick Cave. Altri tempi, altri luoghi, altre musiche, altro teatro.

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Ieri, una piccola rivoluzione, grazie al segno di Bad Trip, alla musica di Romitelli e dell’ensemble Eutopia (Gilbert Imperial, Matteo Manzitti, Emilio Pozzolini, Riccardo Agosti, Elia Mariani, Federico Bagnasco, Fabiano Cudiz, Lorenzo Bergamino, Edoardo Lega, Antonella Fines Bini, Marcello Schiavi, Valentina Messa).
Il “censimento” o “cementificazione” della cultura recentemente avviata dalle istituzioni pubbliche cittadine ridurrà le associazioni a ruote di scorta se non addirittura a valvassori di quel sistema di potere e di controllo che vorremmo vedere finire e che proprio l’arte di Bad Trip e Romitelli criticavano. Ieri a teatro c’erano tutti, non c’erano le istituzioni e i loro rappresentanti melliflui. O almeno, non li abbiamo notati. C’era la gente, quella che da sempre si è riconosciuta in questo mito cittadino e mondiale che è Bad Trip le cui opere grondano ancor oggi messaggi sovversivi attualissimi che molti di noi condividono, contro la cultura normalizzante e contro l’omologazione  (e catalogazione) culturale imperante. Anticipatore di tante correnti di ArtiVism, a Bad Trip il Museo d’arte contemporanea della Spezia non ha dedicato neanche uno scantinato. Ci voleva la Fondazione Cassa di risparmio e la lungimiranza di una donna intelligente, non a caso raffinata musicista, come Miren Etxaniz per programmare questo straordinario concerto che segnerà la differenza tra prima e dopo.

Oggi all’indomani del concerto è tutto diverso, quel virus di critical art, musicale, visiva, letteraria può ancora attecchire e si può pensare di programmare la qualità e la bellezza in una città che assiste attonita allo spreco di denaro per una piazza incompiuta come la Decima sinfonia di Beethoven. La psichedelia di Bad Trip e la sonorità di acciaio e vetro di Romitelli li ha già sommersi: quel potere ammuffito morirà della sua stessa rogna.

Un suono li seppellirà.

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