L’iniziativa in ricordo di Franco Fortini, giovedì 28 gennaio al Camec

LA SPEZIA – Giovedì  28 gennaio alle ore 17,30 presso il CAMec della Spezia (piazza C. Battisti,1) avrà luogo una iniziativa di ricordo, promosso dall’assessorato alla cultura e dal premio Lerici Pea, dedicato alla memoria di Franco Fortini.

Il grande poeta e scrittore intrattenne, infatti, un notevole rapporto con il circuito intellettuale spezzino, a partire dalla sua residenza estiva a Bocca di Magra.

Nella giornata di ricordo di Fortini, introdotta dall’assessore alla cultura Luca Basile e da Pia Spaggiari, presidente del Premio Lerici Pea, prenderanno la parola il maggiore storico della letteratura italiana Alberto Asor Rosa, che dedicherà la sua relazione di apertura al tema “poesie e pensiero di Franco Fortini”. Seguiranno interventi Maurizio Maggiani, Roberto Bugliani ed Enrico Formica che porteranno le loro testimonianze in merito al rapporto di amicizia e collaborazione con il poeta.

Franco Fortini: Pseudonimo dello scrittore Franco Lattes (Firenze 1917 – Milano 1994); rifugiatosi durante la guerra, per ragioni razziali, in Svizzera, partecipò alla Resistenza in Val d’Ossola. La sua opera poetica, nata all’insegna dell’ermetismo, riuscì negli anni a conferire alla scontrosa severità di una ispirazione civile e politica una classica misura/”>misura: Foglio di via e altri versi (1946); Una facile allegoria (1954); la raccolta complessiva Poesia ed errore, 1937-1957 (1959); Una volta per sempre(1963); Questo muro (1973); l’altra complessiva Una volta per sempre. Poesie 1938-1973 (1978); Paesaggio con serpente. Versi 1973-1983 (1984). Rare le sue prove narrative: Agonia di Natale (1948; col tit. Giovanni e le mani, 1972); Sere in Valdossola (1963); La cena delle ceneri (1988). Nel ruolo di coscienza inquieta degli intellettuali di sinistra, dai tempi del Politecnico di Vittorini, del quale fu redattore, fino ai Quaderni piacentini, F. costituì un sicuro punto di riferimento per le giovani generazioni, applicando l’intelligenza penetrante del saggista a temi non soltanto letterarî ma anche politici e culturali: Dieci inverni: 1947-1957 (1959);Verifica dei poteri (1965); I cani del Sinai (1967); Ventiquattro voci (1969); Saggi italiani (1974); Questioni di frontiera (1977); Insistenze (1985); Extrema ratio. Note per un buon uso delle rovine (1990). Tradusse Proust, Éluard, Brecht e Goethe; una sua raccolta di traduzioni apparve con il titolo Il ladro di ciliege e altre versioni di poesia (1982). Del 1990 è l’ampia silloge di Versi scelti: 1939-1989, in cui F. riunì il meglio della sua produzione poetica. Si devono inoltre ricordare la raccolta degli scritti in versi e in prosa di carattere epigrammatico e satirico (L’ospite ingrato: primo e secondo, 1985), il recupero di due racconti rimasti a lungo inediti (La cena delle ceneri & Racconto fiorentino, 1988) e alcune raccolte di saggi (Nuovi saggi italiani, 1987; Non solo oggi: cinquantanove voci, a cura di P. Jachia, 1991;Attraverso Pasolini, 1993). Nel 1994 apparve il suo ultimo libro di poesie,Composita solvantur. Numerose le pubblicazioni postume, a partire dal volumetto diPoesie inedite (1997, già apparso in edizione fuori commercio nel 1995), curato da P. V. Mengaldo. Sono seguiti: Breve secondo Novecento (1996; nuova ed. 1998); i due volumi di Disobbedienze (1º vol., Gli anni dei movimenti: scritti sul Manifesto,1972-1985, 1997; 2º vol., Gli anni della sconfitta: scritti sul Manifesto, 1985-1994, 1998); i quattro studi raccolti in Dialoghi col Tasso (a cura di P. V. Mengaldo e D. Santarone, 1999); Il dolore della Verità: Maggiani incontra Fortini (a cura di E. Risso, 2000), un’intervista del 1983 allo scrittore M. Maggiani; le conversazioni radiofoniche del 1991 pubblicate col titolo Le rose dell’abisso: dialoghi sui classici italiani (a cura di D. Santarone, 2000). (fonte: enciclopedia Treccani on line)

 

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