Mille spezzini in corteo per #svegliatitalia

LA SPEZIA– Grande adesione alla Spezia per la manifestazione #svegliatitalia, organizzata in contemporanea in 100 piazze italiane a sostegno del DDL Cirinnà, che sarà discusso in Parlamento dal 28 gennaio p.v. e che sta facendo molto discutere. “Il DDL Cirinnà” dicono i sostenitori “non toglie diritti a nessuno, ma semplicemente li dà a chi, a oggi, non ne ha“. Ma le forze cattoliche della politica lo contrastano fortemente, poiché -affermano- “la famiglia è quella composta da un uomo e una donna“.
A Spezia la manifestazione è stata organizzata da Rete Anti Omofobia e Transfobia e hanno aderito UAAR, ARCI, CGIL, Rifondazione Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano, SeNonOraQuando, Possibile La Spezia, Giovani Democratici spezzini, Italia dei valori, Movimento 5 Stelle, FutureDem Liguria, A.N.P.I., Sinistra unita per il Socialismo Europeo, PD. Almeno mille persone, tra cui moltissimi giovani, hanno sfilato, in un corteo lungo e colorato, tra musica e bolle di sapone, da Piazza Garibaldi a Piazza Mentana, dove alle 18:21 decine e decine di telefoni cellulari hanno fatto suonare le loro sveglie, accompagnati dal grido #svegliatitalia.

Ringrazio tutti voi che siete intervenuti così numerosi. – ha detto la rappresentante della Rete Anti Omofobia e Transfobia Valentina BianchiniRingrazio chi è qui perché spinto da un interesse personale in quanto coinvolto in prima persona ma ringrazio soprattutto le tantissime persone eterosessuali, le madri e i padri di famiglia, che capiscono che famiglia non è una sola. Che famiglia è quel posto in cui ci si ama e ci si sente a casa indipendentemente dal sesso delle persone che la compongono. Che capiscono che nel momento in cui vengono negati dei diritti costituzionali ad un qualsiasi essere vivente, viene compromessa la libertà anche di tutti gli altri”.

Bianchini ha poi ringraziato anche associazioni e partiti e, sul DDL Cirinnà, ha detto: “Le unioni civili sono un primo passo ma non devono essere un traguardo. Non dobbiamo smettere di lottare fino a quando non smetteranno di trattarci come cittadini di serie B. Fino a quando l’orientamento sessuale di una persona non sarà più motivo di discriminazione di fronte alla legge. Noi oggi, qui, stiamo facendo la storia della nostra città oltre che della nostra Nazione. Perché a Spezia non si era mai visto un fermento del genere e una mobilitazione così capillare. Segno che Spezia si è già svegliata.

 

 

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