Conferenza su Augusto Magli: un resoconto di Stefania Martinico

LA SPEZIA– Si è tenuta mercoledì 20 gennaio 2016 presso la sala conferenze del Circolo Ufficiali, Viale Italia 2, la conferenza su Augusto Magli, scultore della Nuova Spezia l’evento è stato promosso dal Club tre emme La Spezia, dall’Associazione il Volo dell’Arte e dal Circolo Ufficiali Vittorio Veneto della Spezia, a curarne gli aspetti e a farne da relatore l’Artista Fabrizio Mismas che ha permesso a tutti i presenti nella gremitissima sala di vivere, conoscere e percepire il talento di un artista presto dimenticato dalla propria città, colui che ha eseguito e realizzato il maggior numero di opere “pubbliche” appartenenti a palazzi o/a strutture private che esponevano nelle loro facciate gli elaborati dell’eclettico Magli.

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Un excursus che attraverso la proiezione d’immagini ha guidato tutti i presenti in sala alla riscoperta di uno sculture, che più di ogni altro ha collaborato al rinnovamento della città, spaziando tra opere in stile Liberty, Decò, naturaliste, utilizzando linguaggi classicheggianti, neoquattrocenteschi a volte arcaici altre volte come definisce Mismas “baciati dalla fantasia”, il bello di quest’artista è stata la costante sfaccettatura di stili e decori che alternava nel susseguirsi di richieste e ordinazioni, non è stato uno scultore che ha posto alla sua vena artistica limiti con il proprio stile, anzi modellava sfaccettando il suo talento d’infinite varianti e particolari dettagli, un artista che incanta perché sapeva destreggiare le sue conoscenze e le sue tecniche per ogni realizzazione con infinita esperienza e maestria.

“lo studio di Magli – racconta Mismas – era il più bello studio che mai artista spezzino abbia avuto, era esattamente nel punto in cui via XXVII marzo si stacca Via Carso, circa sulla galleria della stazione, li sorge un palazzo firmato da Franco Oliva e al piano terreno vi era il suo studio, lui risiedeva li con la sua famiglia composita, era un uomo sposato ma non ebbe figli, aveva due sorelle ed un fratello che si chiamava Benedetto poco più giovane di lui ed era un formatore, una figura artigianale, cioè un indispensabile collaboratore dello scultore”

“Magli era il campione della scultura applicata, e molte volte parlare o chiedere di lui  a quegli scultori appartenenti alla seconda generazione non conveniva, prima perché era stato dimenticato  e poi era un come un “mito”, e negli anni 70 e 80 (quelli in cui eravamo) la scultura applicata era vista con il fumo negli occhi, faceva molto comodo poter litigare per deformazione di figura astratta, informale … ma della scultura applicata proprio no, perché è una tipologia di scultura richiesta per una specifica collocazione, ad esempio come corredo di un edifico, quindi pensata in prima istanza dal progettista, nelle misure, nel tema e nella forma e poi richiesta allo scultore artista.. e ovviamente questa cosa non piaceva, perché voleva dire rinunciare a quella libertà che caratterizza e caratterizzava ogni artista, soprattutto in quel periodo in cui il progettista era come dire un po’ dittatore”

.. Era definito un uomo cortese, elegante, appartato, di belle maniere, lui come il suo grande amico e maestro Del Santo che si differenziavano dagli altri artisti un po’ pazzerelloni, imprevedibili, inaffidabili, erano persone dal comportamento molto leale e corretto, perché erano convinti che l’arte fosse un potente mezzo di educazione e di elevazione del fruitore..

Mismas incanta la sala, permettendo a tutti i presenti, di conoscere Magli sia dal punto di vista artistico che personale, è questo quello di cui la gente e l’arte hanno bisogno, di conoscenza e dedizione; innamorandosi dei talenti altrui, scoprendo anche le difficoltà che stanno dietro agli scultori e artisti tutti, così sono state approfondite le diverse opere appartenenti a Magli come ad esempio le sculture ed i fregi del Teatro Trianon, decorazioni interne ed esterne al Teatro Civico, la Via Crucis e gli Angeli in preghiera, questi ultimi posti sul protiro esterno, della Chiesa SS. Andrea e Cipriano, Palazzo detto il Grattacielo, la casa della buona novella, il monumento ai caduti di Marinasco, il Palazzo del Governo, i putti dell’ex Albergo San Giorgio, il Palazzo San Giorgio ecc

Conoscere la propria città è un bene comune, conoscere e valutare i propri artisti una ricchezza che non deve mai tramontare, innamoriamoci quindi delle bellezze che appartengono al nostro patrimonio e rendiamoci più orgogliosi dei nostri Padri che nel creare Arte hanno lasciato a noi parte di loro stessi.

Stefania Martinico

Dott.sa in arti visive e discipline dello spettacolo.

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