A Massa i senzacasa di Poveromo “occupano” il Comune. L’Amministrazione: “Nessuna ordinanza di sgombero dell’ex scuola elementare”

MASSA- La notizia di un possibile sgombero, entro i prossimi quindici giorni, li ha gettati nel panico e così, coperte e cuscini in pugno, ieri pomeriggio, hanno deciso di “occupare”, con una protesta simbolica, il terzo piano del Comune di Massa; per chiedere un incontro con l’Amministrazione ed essere ascoltati.
Sono i senza casa dell’ex scuola elementare di Via dei Fortini, in località Poveromo, tre uomini e una donna, quattro storie diverse, quattro vite accomunate da un’indigenza spietata che cancella speranze ed esistenze, ma non la dignità, tanto che loro stessi hanno deciso di autodenunciarsi per “occupazione abusiva”; ben coscienti di aver compiuto un gesto al quale, evidentemente, non c’erano molte altre alternative: o la strada o la morte, come qualcuno di loro, in un momento di sconforto che diventa la quotidianità, ha considerato di compiere.
Un edificio dismesso da 12 anni, dal 2013 “requisito” da Forza Nuova e “riconvertito” a “centro di accoglienza” per soli italiani, che in questi tre anni, seppur illegalmente, ha comunque offerto riparo ad una quindicina di famiglie. Un luogo che oggi tutti chiamano “trincea”, metafora simbolica di un rifugio dove trovare protezione da una guerra scatenata dalla crisi economica globale, che macina uomini e ideali. Sandro Valentini, 54 anni (invalido all’80% in seguito ad un’aggressione, già vittima di un tentativo di omicidio), Adriano Gambini, 65 anni, Francesco Ruggero, 66 anni e Speranza Mudu, 64 anni, hanno paradossalmente temuto di finire in mezzo alla strada, più di quanto già non lo fossero, dopo aver appreso dalla cronaca locale la notizia, poi categoricamente smentita dal Comune, di un
ordine di sgombero dell’ex istituto scolastico.
Di fronte alla stampa, carte d’identità in pugno, per ricordare alle istituzioni i loro diritti di cittadini italiani (avendo avuto anche dei doveri, in passato, verso la “madre patria”), i quattro hanno minacciato di “presidiare” ad oltranza i locali del Municipio massese, qualora non avessero ricevuto delle rassicurazioni sul loro futuro. “Vivere là dentro è umiliante, non era la nostra ambizione, ma non abbiamo altro. E’ sempre meglio che stare per strada – hanno dichiarato ai cronisti – che fine faremo se verremo sgomberati?” Poi, il “pressing” di telefonate dei giornalisti e di Francesco Mangiaracina, Segretario di Forza Nuova Toscana (che da tempo si occupa della vicenda e sostiene i quattro anziani con delle collette alimentari, grazie anche all’aiuto di giovani volontari) ha portato all’arrivo, verso
le 17, del Vicesindaco di Massa Uilian Berti, insieme all’Assessore alle Politiche Sociali Alessandro Balloni e
al Comandante della Polizia Municipale Santo Tavella, che hanno rassicurato tutti garantendo di trovare una soluzione, in tempi brevi.

So per certo che si tratta di una notizia priva di ogni fondamento e su questa base lascio a voi ogni considerazione – ha dichiarato il Comandante della Municipale Santo Tavella a LaSpeziaOggi.it – non sono a conoscenza, ne ho in carico alcuna ordinanza di sgombero. Oltretutto, dopo che un pino si era abbattuto sull’edificio in seguito alla tromba d’aria dello scorso marzo, non avevamo riscontrato alcun danno strutturale e quindi non esistono neppure questioni di sicurezza o di ordine pubblico tali da legittimare un allontanamento.” Un primo punto fermo che ha calmato gli animi e al quale si associa anche il braccio destro del “Primo Cittadino”: “si tratta di un’occupazione anomala e che non può perdurare, anche per la loro stessa dignità – ha spiegato il Vicesindaco Uilian Berti – Strumenti come l’emergenza abitativa ci consentiranno di individuare strutture pubbliche o convenzionate dove ricollocare queste famiglie. Il Comune proverà a dare delle risposte.”
La palla passa ora ai Servizi Sociali, con la parola data dall’Assessore Alessandro Balloni:mi prendo pubblicamente l’impegno, in prima persona, di fare innanzitutto chiarezza sulla situazione di ognuno, nel tentativo di trovare quanto prima una soluzione ragionevole per ciascuno, valutando caso per caso.” E non è mancato anche chi si è presentato per esprimere la propria solidarietà a nome di tutta la comunità: “hanno bisogno della vicinanza di tutti – ha raccontato a LaSpeziaOggi.it un ex poliziotto – Quella zona versava nel degrado più assoluto. Da quando loro vivono lì il quartiere è più vivibile, tanto che persino spacciatori e drogati non si sono più presentati.
(Francesco Munari)

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