Francesco Battistini (M5S LIguria): “No alle demolizioni navali in Arsenale”.

LA SPEZIA– In queste settimane si è aperto il dibattito sulla proposta, avanzata dalla Marina Militare, di demolire due navi militari in disarmo all’interno dei bacini dell’Arsenale spezzino. Uno scenario che presenta limiti e rischi rilevanti per l’ambiente, la salute dei cittadini e lo sviluppo economico di un territorio che si sta trasformando tentando di imboccare la strada del turismo.

Non siamo intervenuti fino ad oggi perché sconcertati dalla strumentalità di molte delle posizioni espresse, a cominciare da quelle di soggetti politici, ma anche di  rappresentanti istituzionali, che si sono improvvisamente scoperti “ambientalisti tutti di un pezzo”!
Esprimere un giudizio negativo sulla proposta di aprire un cantiere di demolizioni navali a poche centinaia di metri, in linea d’aria, dal centro città è, in sostanza, condivisibile. Ma avremmo gradito che in questi anni gli stessi personaggi che ora si battono con imprevisto ardore contro questa ipotesi avessero dedicato la stessa attenzione anche a molti altri temi e problemi di grande rilevanza ambientale e sanitaria per la nostra città.
Non abbiamo visto altrettanto pronto interesse ambientalista nel verificare quanto, e come, le norme di sicurezza sul rigassificatore di Panigaglia siano rispettate e soprattutto sui nuovi rischi del progetto che vorrebbe persino ampliare quell’impianto.
Non abbiamo visto altrettanto interesse sulla situazione attuale della centrale ENEL, anche alla luce di ciò che recentemente è avvenuto a Vado Ligure ed alla sua centrale a carbone.
Non abbiamo neppure visto una adeguata attenzione sulle vicende legate alla attuazione del Piano regolatore del porto ad oggi condotte senza affrontare adeguatamente i disagi che questa attività produce a decine di migliaia di cittadini residenti spezzini… pensate solo ai rumori che spesso impediscono persino un sereno riposo notturno!
Insomma se, come affermano molti di questi “ambientalisti dell’ultima ora”, vogliamo una città a misura di turismo e di tutela dell’ambiente e della salute, allora occorre essere coerenti sempre, e non solo quando si fa riferimento a singoli interventi, perché i temi ambientali sono tutti incredibilmente intrecciati tra loro e non si può certo ragionare a compartimenti stagni.
Proprio per questo affermiamo il nostro NO deciso al progetto di demolizioni nell’Arsenale Militare, e lo facciamo con le seguenti sintetiche ragioni:
1.    Il cantiere, anche se gestito con le normative più rigorose, sarebbe troppo vicino al centro città per non arrecarne danni;
2.    Gli spazi in arsenale devono cominciare ad essere ripensati nell’interesse generale di una città che vuole cambiare modello economico. Prendiamo esempio dalla riqualificazione del Porto Antico di Genova.
3.    La Marina Militare, anche nel recente passato, non ha mai spiccato per particolare attenzione verso le problematiche ambientali e lo dimostrano, purtroppo, bene sia le enormi quantità di amianto presenti in Arsenale ancora da rimuovere ma anche le aree militari interne al sito di bonifica di Pitelli in gran parte neppure caratterizzate!
4.    Il sistema dei controlli pubblici ambientali, sia civili che militari, pare mostrare più di una falla e manca, certamente, di fiducia ed autorevolezza. La recente vicenda del sequestro del cantiere di dragaggio nel porto di Spezia, al di la delle eventuali responsabilità, dimostra come nella nostra città il sistema dei controlli non riesca quasi mai a prevenire le violazioni della normativa ambientale ma soprattutto i danni alla salute dei cittadini e all’ecosistema.
Sarebbe, per altro, interessante che gli ambientalisti dell’ultima ora, così critici verso le demolizioni, dicessero qualcosa anche su queste vicende, abbandonando la strumentalità che spesso si nasconde dietro i loro no.
Certo è che, se volessero davvero occuparsi in modo concreto del nostro territorio, domani stesso ci offrirebbero il loro inequivocabile sostegno nell’apprendere che in queste ore stiamo depositando una mozione per condurre un’indagine ambientale ed epidemiologica sulla Centrale ENEL della Spezia seguendo il modello della Centrale di Vado, tristemente nota per i suoi indagati e ancor di più per i suoi danni.
Noi siamo contro al progetto di demolizioni perché, prima di tutto, non ci fidiamo del sistema che dovrebbe controllare il futuro cantiere, perché ci sarebbero ben pochi vantaggi per l’occupazione, ma soprattutto perché pensiamo, da sempre e con estrema coerenza, che questa città meriti un futuro diverso che porti lavoro e, al tempo stesso, rilanci e tuteli il territorio.
Francesco Battistini, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria

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