Renzi vuol fare la prossima Finanziaria con il ricavato della depenalizzazione dei reati?

Forse il Governo Renzi pensa di fare la prossima Finanziaria con il ricavato della depenalizzazione dei reati. Infatti, via libera  del Governo ai due Decreti Legislativi, che tagliano alcune decine di reati, sanzionati con pene non superiori a 5 anni, come il furto, danneggiamenti, truffe, pedofilia, atti di terrorismo, pornografia minorile, corruzione di minorenni, violenza minaccia a pubblico ufficiale ecc. ecc. La domanda: può avere maggiore forza deterrente una robusta sanzione pecuniaria, rispetto a una misura penale? Infatti con i Decreti si prevede di sostituire la sanzione penale con una sanzione civile amministrativa, associata al risarcimento del danno alla parte offesa. Facciamo alcuni casi,  l’area degli illeciti comprende, quelli su:

Patrimonio: Il furto del bene da parte di chi ne è comproprietario e quindi in danno degli altri comproprietari; Il danneggiamento semplice; L’appropriazione di cose smarrite; i questi casi, la reclusione o multa viene sostituita da una sanzione civile da 100 a 8.000 euro.
Sulla Persona: per  l’Ingiuria, la reclusione viene sostituita da una sanzione civile da 100 a 8000 euro;
Sulla Moralità e buon Costume, gli atti osceni; le pubblicazione e gli spettacoli osceni; la reclusione, viene sostituita da una sanzione amministrativa che va da 5000/10.000  a 30.000/50.000 euro.  Le novità più eclatanti di questa normativa, sono: le sanzioni pecuniarie più pesanti (senza penale) per le donne che ricorrono all’aborto clandestino (sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000, prima era multa di 51 euro); la depenalizzazione per il manager che ostacola i revisori  nei controlli, sinora era prevista una ammenda fino a 75.000 euro, mentre dopo la depenalizzazione la sanzione pecuniaria amministrativa può essere anche solo di 10.000 euro.

Il mio pensiero: premesso che questi reati possono essere compiuti da tutti, sia italiani che stranieri, ritengo, e  ho seri dubbi, che l’immigrato extracomunitario, ma anche l’italiano, sia in grado di pagare  le pesanti sanzioni amministrative. Pertanto, se le sanzioni pecuniarie non funzionano, ci troviamo nella malaugurata, ma certa situazione: depenalizzazione uguale a impunità.  Ritengo, che si tratta di un provvedimento becero e inadeguato alla situazione  italiana attuale, dove il Governo di fronte ad un continuo aggravarsi del fenomeno di criminalità,  dovrebbe piuttosto pensare a soluzioni, volte ad accrescere il senso di sicurezza dei cittadini italiani, con delle leggi che vadano nella direzione di inasprire le  pene con conseguente certezza dell’esecuzione delle condanne e celerità nella loro applicazione.

Mario Bonelli Dottore commercialista,  Coordinatore Provinciale della Spezia, del Movimento “FARE”  di Tosi.

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