Quartieri del Levante: “Dragaggi, appoggiamo l’azione della Magistratura”

Il porto tira”. Questa è la motivazione per cui alcune istituzioni possono far finta di non vedere e quindi di scavalcare le leggi che tutelano l’ambiente nel Golfo dei Poeti (vedi dragaggi).
Per anni in questa città alcuni poteri forti hanno cercato di far in modo che nell’opinione pubblica prevalesse l’idea che era meglio non sollevare le problematiche sul rispetto della prevenzione ambientale e delle relative leggi quando si tratta dello sviluppo portuale, sovradimensionato,per dare risposte allo sviluppo occupazionale ed alla monocultura che con più container l’occupazione cresce.  Tutto questo senza tener conto che così si rischia di minare l’ambiente del nostro golfo che avrebbe invece una straordinaria vocazione terramare il cui futuro non può essere legato solo alla insostenibile crescita del porto,bensì deve avere un programma diversificato in cui il turismo abbia una parte preminente anche se certo questo fatto non sarà gradito ai pochi che hanno forti interessi economici.

L’esempio di ciò che è accaduto col dragaggio per il Porto, in cui la Magistratura ha individuato ricadute ambientali, dimostrano che il dragaggio, quale strumento di bonifica nel sito di Pitelli, non avendo rispettato le prescrizioni del Ministero dell’Ambiente comunicate a suo tempo all’Autorità Portuale,la quale si presume abbia sottovalutato i danni che potevano verificarsi appaltando il dragaggio a ditte che non avevano i requisiti e forse non era nemmeno necessario far entrare in un golfo,piccolo come il nostro delle porta container di 12.000 ten.

Naturalmente appoggiamo l’azione della Magistratura con la consapevolezza che nel caso specifico si arrivi a fare chiarezza sulle responsabilità di coloro che non hanno ottemperato alle prescrizioni ambientali.

(Rita Casagrande e Franco Arbasetti, Coordinamento Quartieri del Levante)

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