Autobus e sicurezza, Baldino risponde a Goretta di ATC

LA SPEZIA– Ho letto le dichiarazioni del Dottor Goretta di ATC e ritengo doveroso e inevitabile rispondere , anche se in questo caso a titolo esclusivamente personale non essendo stato autorizzato in alcun modo a parlare a nome del Comitato Piazza Verdi che si riunirà per decidere le proprie eventuali azioni da intraprendere.
Trovo sconcertante che nel momento in cui un gruppo di cittadini tra cui il sottoscritto, fa emergere con una semplicissima e pacifica azione, peraltro pienamente legale (se stazionare su un marciapiede non è nel frattempo divenuto reato) alcune criticità assolute, oltre che violazioni al codice della strada innegabili,  da tempo  denunciate in tutti i modi e su tutti gli organi di informazione, il presidente di ATC invece che disquisire su tali criticità e magari scusarsi per esse, non trovi nulla di meglio da fare che minacciare azioni legali.

Ribadendo da parte mia (e anche del Comitato in questa caso) la massima solidarietà a tutti gli autisti di ATC che si trovano in questo momento , loro malgrado, a operare in condizioni di estrema difficoltà quando transitano da Piazza Verdi non posso non far notare al Dottor Goretta che la stampa ha più volte sollevato i molti problemi che rendono insicura quella piazza. Dalle corsie troppo strette, per essere posizionate in quel punto che costringono persino i mezzi a salire copiosamente su parte del marciapiede, sino ad arrivare allo scarso drenaggio di esse dovuto alle mescole evidentemente poco adatte per quel tipo di fondo stradale.
Cattivo drenaggio uguale difficoltà di frenata.
I sindacati si sono espressi in modo più che eloquente mi pare in questo senso. E in modo altrettanto eloquente lo hanno fatto i cittadini e dunque anche clienti dell’azienda da Lei presieduta. Solo l’amministrazione Comunale e ATC nicchiano, non fornendo né agli autisti né ai cittadini risposte adeguate e altrettanto adeguate soluzioni.

Ecco perché trovo sconcertante sentir parlare di interruzione di pubblico servizio di fronte a una pacifica manifestazione volta a segnalare un problema da giorni sotto gli occhi di tutti.

Avrei preferito sentir parlare di interruzione di pubblica sicurezza, magari con qualche scusa ai clienti, molti dei quali erano quella mattina su quel marciapiede.

Interpreti dunque questa mia lettera anche come una “autodenuncia” se crede, ma ci spieghi magari una buona volta per tutte come mai un mezzo pubblico debba per immettersi su una corsia ad esso riservata invadere totalmente un marciapiede violando palesemente il codice della strada (dal punto 33 dell’art. 3 c.s)

Ditinti Saluti

Massimo Caratozzolo Baldino

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