CGIL, CISL, UIL e Fials: “No alla sanità pubblica gestita come privata”

LA SPEZIA- Le Segreterie di categoria e confederali di Cgil, Cisl, Uil e Fials intervengono sui temi della sanità spezzina:

“Il rispetto della dignità delle persone, utenti, pazienti familiari, nell’ASL5 è direttamente proporzionale con i tagli alla Sanità! Ancora una volta, le Organizzazioni Sindacali sono costrette a denunciare come i casi riportati dai quotidiani locali in questi giorni abbiamo evidenziato una serie di problematiche che affliggono la sanità spezzina. In tutti questi anni abbiamo sentito parlare di “presa in carico del paziente, di protocolli di accoglienza, di centralità del paziente“ e così via…fiumi di parole e di buoni propositi portati alla gloria dal politico di turno che spesso richiamavano SOLO le prime pagine dei quotidiani locali e poi ricadevano inesorabilmente sulle spalle dei lavoratori e sulla loro buona volontà! Mentre i disagi venivano e sono tuttora vissuti dai pazienti e dalle loro famiglie. Oggi parliamo dei pazienti oncologici e delle scomodità quotidiane che sono costretti a vivere già nel primo approccio alla struttura sanitaria: problema dei parcheggi. Per poi entrare nello specifico: sale di day hospital che sono ancora cantieri a cielo aperto, piuttosto che ore di attesa per fare terapia oncologica, ovviamente a digiuno! Infine, i posti letto oncologici afferenti alla S.C. di Medicina, dove gli Operatori Sanitari hanno un carico di lavoro tale che non possono permettersi il soffermarsi da un paziente piuttosto che da un altro. Strutture Complesse Ospedaliere dove, in barba ad ogni legge, si dispone che i pazienti anche terminali possono essere assistiti da un solo familiare! E solo il buon senso e la professionalità dell’infermiere restituisce il rispetto della dignità alla persona nella sua totalità fino alla morte. Non è più pensabile che la Sanità pubblica venga concepita e organizzata come le Aziende private! Dove in fondo all’anno i Dirigenti apicali si dividono gli utili generati da tagli trasversali, fatti senza alcuna riorganizzazione e senza considerare le ripercussioni su gli utenti e sul personale. Troppo spesso le nomine partitiche manageriali hanno prevalso sulle competenze e la professionalità di coloro che avrebbero dovuto garantire un diritto sancito dalla Costituzione Italiana: “la tutela del diritto alla Salute”.

Chiediamo un confronto ed un intervento immediato da parte delle istituzioni locali: è necessario aprire un tavolo tra tutti gli attiri coinvolti sul tema della sanità.

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