Fiore (Possibile): “Abolire clandestinità è di Sinistra. Per questo il Governo non lo fa. Alfano ha la golden share nel Governo”.

Sul reato di clandestinità, se non si trattasse di una questione tragica, saremmo alle comiche. In un paese che dimentica troppo in fretta, vorrei ricordare il percorso, travagliatissimo, di questo provvedimento. Nel 2014 il Parlamento conferisce al Governo la delega per l’abrogazione di un reato assurdo come quello di “clandestinità”.

La delega al Governo (che, in generale, ha depenalizzato poco e nulla: la montagna ha partorito un topolino) scade nel novembre 2015. Il Min. Orlando dichiara che è intenzione del Governo “aprire una finestra di riflessione in Parlamento” che, al netto del politichese, vuol dire rilanciare la palla nell’altra metà campo (secondo il gergo calcistico tanto caro al Premier). Peccato che il Ministro, nell’occasione, forse dimenticò che  il Parlamento si era già espresso per l’abrogazione oltre un anno fa e che toccava al Governo passare ai fatti. Ma i fatti, si sa, non sono la specialità del Governo. Oggi si legge di uno scontro (non sappiamo quanto reale e quanto a beneficio dei media) tra Orlando e Alfano che vede il reato di clandestinità come fumo negli occhi.

Il reato di clandestinità criminalizza una condizione spesso involontaria di irregolarità amministrativa del cittadino straniero e lo punisce con una multa che egli mai potrà pagare. Quindi, al di là di come la si pensi, l’effetto pratico è pari a zero. Intanto però, si congestiona il lavoro dei giudici di pace e delle cancellerie sprecando tempo e risorse. Ma vi è di più. Come ha avuto modo di dire il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti in un’ intervista a Repubblica, il reato di clandestinità non solo non ha agito da deterrente, ma ha addirittura ostacolato le indagini a tutto vantaggio dei trafficanti.  Col reato di clandestinità non si puniscono condotte antigiuridiche ma semplicemente lo status delle persone.  Il che è inaccettabile per qualsiasi stato di diritto.

Quel che resta di questa assurda vicenda è la dimostrazione, ancora una volta, che le istanze e i valori di Sinistra non trovano cittadinanza nel Governo Renzi costretto come è, pur di restare a galla, a piegarsi ai voleri di un partitino come NCD. L’augurio è che si tratti del prezzo da pagare alla logica delle larghe intese, la preoccupazione, invece, è che ci sia qualcosa di ben più profondo. Perché, ahimè, abbiamo assistito altre volte ad autentiche forme di discriminazione verso gli immigrati: ultima, in ordine di tempo, l’ aver escluso i giovani stranieri, regolarmente residenti in Italia ma non ancora in possesso della cittadinanza, dalla possibilità di usufruire del cosiddetto “Bonus Cultura”. Brutte pagine che segnano, semmai ve ne fosse il bisogno, la cifra politica del Governo Renzi.

Michele Fiore, Avvocato, esponente di Possibile.

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