Le pietre rotolano ancora: Rolling Stones

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Si direbbe abbiano fatto un patto con il diavolo i Rolling Stones. D’altra parte, per il signore degli inferi, avevano espresso “simpatia” con il famoso brano “Sympathy for the Devil”. Gli anni di carriera si avviano ad essere 54, forse la band più longeva di sempre, di sicuro la più famosa in attività. Una lunga storia costellata di successi, tragedie, eccessi di ogni tipo, migliaia di concerti e decine di album, guadagni incalcolabili e folle acclamanti. Come molti gruppi inglesi dell’epoca, furono influenzati dai grandi del blues e del rock-n-roll, il loro curioso nome deriva da una canzone di Muddy Waters, Rollin’Stone per l’appunto. Guidati dal leader indiscusso, quel Mick Jagger sempre sopra le righe, sex-symbol maschile per alcune generazioni di donne, provocatorio ed abile animale da palcoscenico, i Rolling Stones hanno segnato un’epoca, soprattutto agli inizi. Nei primi anni sessanta crearono a tavolino una falsa rivalità con i Beatles, falsa perché a dispetto delle leggende, con il quartetto di Liverpool c’era stima ed amicizia. Il “gioco” consisteva nel fare l’esatto opposto dei fab-four; i primi erano bravi ragazzi rassicuranti, gli Stones erano trasgressivi, parlavano di sesso, di droga ed il loro manager inventò uno slogan, quasi pubblicitario, che recitava: “Lascereste andare vostra figlia con un Rolling Stone?”. Attraverso oltre mezzo secolo, gli Stones hanno vissuto periodi sfolgoranti, crisi artistiche ed autentici drammi. Quello che ha segnato la loro storia è stata la morte improvvisa di Brian Jones. C’era una forte rivalità tra Jones e Jagger, il primo era un musicista che amava la sperimentazione e cercava di far evolvere la band verso nuove sonorità mentre il secondo era per un rock-blues più grezzo ed orientato verso l’hard. Quando Jones venne allontanato da Jagger e Keith Richards, altra anima del gruppo e grande chitarrista, cadde in una grave crisi esistenziale, alimentata dalle droghe e da ben tre figli illegittimi avuti da ragazzine, con conseguenti guai giudiziari. Nel luglio 1969, Jones fu trovato nella propria piscina privo di vita e le cause effettive del decesso non furono mai del tutto chiarite suscitando scalpore ed illazioni. Il periodo d’oro dei Rolling Stones fu indubbiamente tra il ’65 e il ’72 con una serie memorabile di hit da classifica e classici immortali. Il brano con l’intro di chitarra più famoso della storia insieme a Smoke on the Water è sicuramente “Satisfaction”che sarà per sempre un loro marchio di fabbrica, così come la famosa immagine della linguaccia.

Come non ricordare anche “Under my Thumb”che parla di una ragazza soggiogata dal proprio uomo: “La tengo in pugno la ragazza che una volta mi dominava. La tengo in pugno la ragazza che una volta faceva la prepotente con me. È  sotto di me…” oppure “Let’s Spend the Night Together”, passiamo la notte insieme, altro brano che destò scandalo. Una canzone molto conosciuta qui da noi è “Paint it Black” che fu portata al successo da Caterina Caselli con il titolo “Tutto Nero”. Ma gli Stones erano capaci anche di comporre brani delicati come “Lady Jane”:”Mia dolce Signora Jane, quando ti vedo nuovamente, sono il tuo servo e resterò umilmente…” e la splendida “Ruby Tuesday”: “Arrivederci Ruby Tuesday…afferra i tuoi sogni prima che scivolino via, muoiono sempre. Perdi i tuoi sogni e perderai la tua memoria. Non è una vita crudele?…”. Tra arresti per droga ed ubriachezza, sconfinamenti nella psichedelia ed estenuanti tour trionfali, i Rolling Stones, tra il 1968 ed il 1972, infilarono una serie di quattro album che sbancarono le classifiche e che sono tra i primi 100 di sempre, a detta degli esperti. Il quartetto d’oro è formato da: Beggars Banquet, Let it Bleed, Sticky Fingers ed Exile on Main Street con quest’ultimo album che si trova al settimo posto nella classifica dei migliori 500 di sempre. Tra questi lavori, oltre ai soliti riferimenti alle droghe pesanti ed al sesso facile, troviamo anche brani di protesta (siamo in pieno Vietnam e moti di piazza) e di denuncia sociale seppur mai esplicita ed utilizzando l’arma dell’ironia e del paradosso. Dopo questi capolavori, nel seguente “Goats Head Soup” troviamo il loro brano sentimentale più conosciuto, la sofferta e delicata “Angie”, canzone manifesto di ogni amore che finisce: “…ma Angie, io ti amo ancora, piccola. Dovunque io guardi vedo i tuoi occhi. Non esiste donna che si avvicini a te…”.  La svolta disco-music di Emotional Rescue fece infuriare i fans ma gli Stones, questi anziani rockettari, sono ancora in circolazione, sempre in giro per il mondo, con l’arzillo batterista Charlie Watts che va per i 75…

Le pietre continuano a rotolare, come una piccola palla di neve che nel percorso è diventata prima slavina, poi valanga. Una valanga di grande musica e successi da consegnare alla storia. Il patto con il diavolo è rinnovato…

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