La Spezia al 58° posto come qualità della vita secondo “Il Sole 24 ore”

I risultati dell’ormai classica indagine sulla qualità della vita del “Sole 24 ore” sono guardati con curiosità dall’opinione pubblica e temuti dagli amministratori locali, perché rappresentano anche una mappatura dei disagi urbani, ma sono un’utile bussola per migliorare. Una buona qualità della vita non è solo un bisogno, ma anche una risorsa fondamentale per il futuro.
La nostra città e provincia nella analisi del “Sole 24 ore” ha avuto dal 2010 al 2015 una posizione altalenante: (anno 2010 posizione 57; 2011 pos. 52; 2012 pos. 45; 2013 pos. 54; 2014 pos.51; 2015 pos. 58/110 perdendo ben  7 posti). Queste posizioni, non eccellenti, sono il risultato di  una amministrazione di centro sinistra che manca di una visione chiara dei fenomeni che influenzano la qualità della vita, producendo errori nelle scelte delle priorità di investimento politico e finanziario.
È noto che l’ambiente urbano,influenza il benessere sociale, fisico, mentale  dei suoi cittadini; la gente ha bisogno di respirare aria pulita, godere del silenzio, di spazi pubblici piacevoli; niente di questo è alla Spezia; anzi è  stata imposta agli spezzini una prepotente e massiccia invasione e appropriazione di spazi pubblici, da parte del Porto dei container, produttore di inquinamento acustico, e dell’aria, un Porto, che oltre ad impattare negativamente con le Storiche”marine” e con i quartieri adiacenti, impatta ed oscura, una città  a vocazione prettamente turistica- marinara (Golfo dei Poeti), ad esempio agli spezzini manca  una adeguata spiaggia.

Non da ultimo, l’inquinamento della Centrale Enel, che ritengo debba  essere chiusa al più presto. Il sito di Pitelli. Una amministrazione che sa investire nella “green economy” , nelle politiche ambientali, nella logistica, è anche una città in grado di  dare risposte positive:
alla disoccupazione, ( siamo invece al 59/110 posto);
al  numero di imprese e spirito di iniziativa (siamo invece al 77/110 posto);
agli effetti sociali e psicologici che ne conseguono, (siamo invece al 104/110 posto), che significa scarsa speranza per il futuro, insicurezza e paura verso gli altri, microcriminalità, appartamenti svaligiati, estorsioni, frodi);
a una vita familiare soddisfacente, (invece siamo al 78/110 posto per le separazioni);
alla buona salute  (invece siamo al  109/110, penultimo posto); infatti nella nostra terra c’è una alta percentuale di emigrazione ospedaliera, la gente deve affidarsi ai viaggi della speranza per andare a curarsi, è una vergogna.
Però la Spezia è al 27/110 posto  per il Pil; questo indice è importante, ma non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione, non comprende la solidità dei valori familiari.

Il Pil misura tutto, eccetto, ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. La Spezia ha un primato, quello delle sale cinematografiche, 1/110 posto. C’è da chiedersi: ma noi spezzini abbiamo il diritto di avere una qualità della vita simile ai cittadini di Bolzano, di Trento, di Cuneo di Sondrio?  Io penso proprio di sì, la speranza è che alle prossime elezioni amministrative, alla Spezia, si sappia come scegliere degli amministratori che abbiano tanta voglia di “fare”.

Mario Bonelli Dottore commercialista e Revisore dei conti Enti locali

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