Signori, si cambia!

La Spezia – Al netto dello storico risultato dell’Olimpico che – se ce ne fosse bisogno – conferma quanto più nel calcio conti la testa rispetto a muscoli e piedi, l’impresa di rompere il giocattolo che aveva divertito ed inorgoglito una tifoseria ed una città è pressoché riuscita. Complimenti.
Dopo anni di sciatteria, abbiamo ammirato al Picco, in un crescendo di gioco e risultati, una squadra che, alla fine dello scorso campionato, a tutti i commentatori sportivi, nonostante la delusione dei play off, appariva una delle più attrezzate ed accreditate per giocarsi la promozione nel torneo successivo, quello che viviamo oggi.
La raccomandazione, quasi unanime, chiedeva che nel calciomercato estivo si intervenisse il meno possibile per non disarticolare gli ingranaggi di un meccanismo così ben oliato.
E infatti ci si limitò a due o tre innesti importanti e ad assicurare eventuali possibili alternative.
Si cambiò poco, a parte l’equipe dirigenziale.
In quel reparto, si persero in uscita Angelozzi e Marino e, in entrata, il patron Volpi volle dare sfogo alla sua fantasia lasciando spazio ad una larga improvvisazione forse convinto che la qualità morale e tecnica del gruppo che si era costrutito sarebbe stata comunque inattaccabile.
Ed in effetti l’avvio del campionato confermò la bella realtà che era stata realizzata al punto che qualcuno se ne ubriacò ma, non potendo vantarne i meriti, trasformò le aspettative in obblighi, le speranze in doveri, quasi come se nel calcio per vincere bastasse volerlo o, peggio ancora, imporlo a chi va in campo.
Da lì è iniziata la malattia che dalla testa si è trasferita alle gambe.
Alla vigilia della trasferta di Cesena si sognava la vittoria esterna e la conquista del secondo posto. Non a caso a Cesena fu disfatta.
È così cominciato, come spesso succede nel calcio, un girone infernale durante il quale sembrava che il destino ti si fosse messo di traverso, della serie che non te ne va bene una.
Invece di fare quadrato intorno a squadra ed allenatore, la dirigenza ha pensato bene di approfittarne per conquistare il volante di una macchina che, fino ad allora, erano stati altri a guidare, come d’altronde dimostrano le parole che, in un momento di grande delicatezza, un consigliere proferì sulla stampa per dire che il progetto, in atto fino ad allora, non c’era più.
Ed allora al grido di “via i croati dallo Spezia”, “lo Spezia agli spezzini (sic!)” e, per i soliti esagerati burloni, la storica frase “via i turchi dalla Turchia”, è partito l’assalto alla diligenza affidato alla politica del sorriso e del pollice in su, sempre e dovunque, sostenuta da una parte della stampa sportiva locale, quella che ci informa regolarmente degli spostamenti del Presidente, dello stato del suo umore ad ogni fine gara e della frequanza dei suoi rapporti col patron fino al racconto del putiferio che si è scatenato durante la tradizionale festa natalizia delle squadre giovanili allorché giovani atleti, parenti ed amici si sono accapigliati per disputarsi il posto in una foto col Presidente.
Come spesso, anzi sempre, succede nel calcio, ha pagato l’allenatore che pure qualche responsabilità, derivante da convincimenti talora al limite dell’ostinazione, la portava.
Nuovo allenatore e, l’esperienza insegna, proclami più contenuti: “la classifica la si guardi solo a febbraio”.
A parte che la classifica occorrerà guardarla fin da subito e, purtroppo, dallo Spezia in giù piuttosto che dallo Spezia in su, prepariamoci dunque a dimenticare una stagione da sogno e, forse per questo, breve ed irripetibile.
Il giocattolo non lo si vuole aggiustare, lo si vuole cambiare, in barba alle affermazioni di altro tenore.
Da quel che si sente dovremo scordarci di Brezovec e forse di Juande in partenza o in disuso.
Due ragazzi splendidi, così diversi tecnicamente e così complemetari fra loro, che si sono innamorati della maglia e della città e che con il contributo, talora, di qualche giovane cursore, hanno formato quello che, l’anno scorso, è stato il centrocampo più forte della serie B.
Grazie per l’impegno e la passione.
E speriamo che non ci si privi anche dell’asse Migliore-Situm, la fascia sinistra più forte d’Europa.
E poi…..vedremo.
Intanto buon 2016 ad amici e sportivi e soprattutto allo Spezia.

P.S. Se si andasse incontro ad ulteriori delusioni, non essendoci più calciomercato o allenatori da cambiare sapremo bene chi accompagnare alla porta. Sempre sorridendo naturalmente.

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