Comitato “Per la Ripa”, Luciano Hermida: “La Ripa continua a franare”

La Ripa, dopo quattro mesi di chiusura per lavori di messa in sicurezza, continua a franare.” A lanciare l’allarme è l’imprenditore Luciano Hermida, fondatore e portavoce del Comitato cittadino “Per la Ripa”, nato circa un mese fa, che questa mattina ha accompagnato alcuni giornalisti sulla nota provinciale tra Fornola e Bottagna – nel comune di Vezzano Ligure – per denunciare una situazione a dir poco imbarazzante: la notizia del rischio di nuovi movimenti franosi giunta, paradossalmente, all’indomani della data stabilita per la tanto attesa riapertura a senso unico alternato (ieri, mercoledì 23 dicembre), slittata a gennaio a causa di “qualche problema” non meglio noto, come dichiarato dall’Assessore Regionale alleInfrastrutture Giacomo Giampedrone; durante l’incontro pubblico che si è svolto lunedì sera a Ceparana.
Problema che Hermida, senza ombra di dubbio, oggi riconduce a quelle spaccature nella roccia, evidenti su una parte del versante subito dopo la zona militare, lato Fornola. “Oltre quattro mesi di disagi, pagati con il nostro tempo ed i nostri soldi e, alla fine, avremmo dovuto usufruire di una strada che era ancora chiaramente pericolosa. E’ questo il modo in cui l’incolumità dei cittadini viene tutelata? – racconta indignato Luciano Hermida a LaSpeziaOggi.it – Vogliamo sapere chi, e in base a che cosa, rende note ai giornali le date per la riapertura, che da novembre ad oggi si sono susseguite senza mai essere rispettate.
Comprendiamo benissimo i problemi che sorgono durante i lavori, ma vogliamo anche delle certezze e chi è preposto per dare delle risposte deve assumersi le sue responsabilità e dire pubblicamente quali sono i problemi ai quali non si riesce, evidentemente, a porre rimedio. Questa mattina – prosegue l’imprenditore – le forze dell’ordine non ci hanno permesso di accedere alla zona transennata, ma sappiamo che c’è una parte del cantiere che sembrerebbe abbandonata e vogliamo capire come mai. La politica ci ha veramente stancato con i suoi continui “scaricabarile” tra Provincia e Regione, tra chi c’era prima e chi è venuto dopo, con le beghe di partito studiate ad hoc sulla pelle dei cittadini. Qui c’è gente che si sta rovinando la vita per questa vicenda, anche in termini di tranquillità. Imprenditori che, come me, pagano di tasca propria l’incremento dei costi per il trasporto dei prodotti, senza farlo ricadere sui propri clienti. La Provincia ha stanziato 180.000 euro a fronte di una spesa complessiva di 970.000 euro per completare il primo tratto che, rispettando il cronoprogramma, è stato poi riaperto a fine ottobre, dopodiché ha dichiarato di non avere più nemmeno un euro in cassa per i restanti lavori, appaltati poi dalla Regione Liguria con l’aggiunta di 530.000 euro. Oggi, i due enti vanno sui giornali facendo le ‘primedonne’ a colpi di interviste e rinfacciandosi l’un l’altro le competenze e la riconoscenza per quanto eventualmente fatto, con i soldi dei contribuenti, visto che lo stesso Assessore Giampedrone ha parlato di ricavi utili per finanziare i lavori ottenuti dalle accise. Ma la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti: ad oggi, 24 dicembre, la strada è inaccessibile e una nuova frana rischia di incombere sulla carreggiata e, questa volta, persino su due
abitazioni qui vicino; con il rischio concreto che questa funesta arteria mieta altre vittime, come già accaduto in passato. Se non vedremo risolta questa situazione, nel più breve tempo possibile – conclude – valuteremo anche la possibilità di presentare un esposto alla Procura. Nei prossimi giorni, intendiamo organizzare una manifestazione di protesta, senza tuttavia creare alcun disagio al traffico e agli automobilisti, che già devono sopportarne abbastanza per questa situazione. Personalmente, sono disponibile ad incontrare le autorità politiche locali e regionali per avere dei chiarimenti su quanto sta nuovamente accadendo.”

Al contempo, sull’Aurelia, il Comitato parallelo “Salviamo la Ripa” ha organizzato una seconda manifestazione con circa una ventina di partecipanti – alla quale ha preso parte anche Corrado Cucciniello dell’Associazione “Comitati Spezzini” – per chiedere alla Provincia di mostrare i documenti che hanno determinato una nuova chiusura della strada. Il sit-in, presidiato dalle forze dell’ordine, ha causato alcuni disagi al traffico, suscitando il nervosismo di qualche automobilista.
LaSpeziaOggi.it ha incontrato la signora Gina Cozzani, 75 anni, che da sempre vive a Fornola. La donna abita esattamente di fronte al costone roccioso pericolante, che rischia di staccarsi e precipitare sulla strada sottostante: se ciò dovesse accadere, anche la sua abitazione sarebbe travolta in pieno dai detriti del crollo e l’anziana non avrebbe scampo. Dal terreno antistante la sua casa, al quale abbiamo avuto accesso grazie alla disponibilità di due vicini, abbiamo raccolto la sua clamorosa testimonianza: “I lavori – ha spiegato a LaSpeziaOggi.it – hanno peggiorato la situazione.

(Francesco Munari)

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