Simon & Garfunkel e il suono del silenzio

Un palco in penombra, nessuna coreografia, solo l’occhio di bue che illumina due personaggi molto diversi tra loro. Uno, Paul Simon, naso adunco a tradire l’origine ebraica, imbraccia una chitarra, l’altro, Art Garfunkel ha un riconoscibile cespuglio di ricci che lo caratterizza. Musica e cantato sono lievi, senza fronzoli, essenziali, a tratti quasi impalpabili. Sussurrato, parte un malinconico inno all’incomunicabilità che contiene anche riferimenti religiosi, “The Sound of Silence”, il suono del silenzio: “Ciao oscurità, mia vecchia amica, sono qui a parlarti di nuovo perché una visione, arrivando dolcemente, ha lasciato i suoi semi mentre stavo dormendo. E la visione, che si è fissata nella mia mente, rimane ancora dentro al suono del silenzio…”. Chissà quanti buskers, i suonatori di strada, si sono ispirati a questo duo newyorkese di menestrelli folk ,ricalcandone l’espressiva leggerezza nella quale erano maestri indiscussi. Agli esordi, si facevano chiamare Tom & Jerry proprio come la popolare coppia dei cartoni animati e conobbero subito il successo con il primo singolo, Hey Schoolgirl che entrò in classifica vendendo molto bene. I lavori successivi passarono inosservati e le loro strade si divisero una prima volta, con Simon che suonò con due giganti come Bob Dylan e Carole King. Siamo nel 1964 e la Columbia pubblica il loro primo album, Wednesday Morning, 3 A.M. che contiene Sound of Silence la quale era ancora nella prima versione, cioè acustica. Ma l’operazione si rivela un flop e i due si dividono ancora con un Paul Simon decisamente più attivo che vola in Inghilterra a pubblicare un album solista. Ad un certo punto, avviene uno dei tipici miracoli americani, quelle situazioni imprevedibili che cambiano il corso della storia delle persone. Sound of Silence viene richiesta nelle radio qua e là per gli Usa ed il produttore del brano la ripubblica con delle aggiunte strumentali per renderlo folk-rock , con il risultato di raggiungere la vetta della classifica nazionale. Sull’onda dell’improvviso successo, il duo si ricompone e da quel momento iniziano a sfornare singoli che diventeranno dei classici della musica mondiale.

Uno di questi è  Scarborough Fair ispirato ad una ballad tradizionale inglese dove si parla di promesse e ricatti d’amore ed incantesimi: “Stai andando alla fiera di Scarborough? Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo. Salutami una persona che vive lì, lei che un tempo fu il mio vero amore…”. Angelo Branduardi, noto cultore di brani e melodie antiche, ne ha fatta una notevole cover in italiano.

Il successo mondiale arriva con la colonna sonora del grande film “Il Laureato” premiata con il Grammy e che contiene la celeberrima Mrs. Robinson : “Brindiamo a te Signora Robinson, Gesù ti ama più di quanto immagini. Che Dio ti benedica Signora Robinson, il cielo riserva un posticino per chi prega…”. In realtà, la bigotta Signora Robinson nel film ha una relazione con il giovane Dustin Hoffman ed è la moglie del socio del padre.
Art Garfunkel si dà al teatro e Simon, in parte stressato dai tanti tour e concerti e in parte per gli impegni dell’amico, medita l’ennesima separazione. Nel frattempo, l’impegno antimilitarista del duo contro la guerra del Vietnam, allontana gli sponsor televisivi ma i nostri proseguono e sfornano l’album finale, il più completo: “Bridge over Troubled Water”. Il bellissimo brano che dà il titolo all’album, è triste, struggente e poetico allo stesso tempo:”Quando sei giù e ti senti piccola, quando hai le lacrime agli occhi, io le asciugherò tutte, sono dalla tua parte. Quando i tempi si fanno difficili e non si riescono a trovare amici, come un ponte sull’acqua tempestosa mi distenderò…se hai bisogno di un amico, sto navigando proprio dietro di te…”.  Altro capolavoro di questo album è The Boxer, storia di un pugile diventato tale per sfuggire la miseria: “Io sono solo un povero ragazzo, sebbene abbia raccontato raramente la mia storia, ho buttato al vento la mia resistenza per una tasca piena di chiacchiere come le promesse, solo bugie e bidoni…lie-la-lie…”. Il ritornello, lai-la-lai, è uno dei più famosi nella storia della musica moderna. L’altra perla di questo disco è El Condor Pasa, canzone popolare peruviana che venne scelta per rappresentare l’umanità nell’universo sulla sonda Voyager nel 1977. Questa zarzuela andina è stata portata a conoscenza del grande pubblico proprio da Simon & Garfunkel: “…preferirei essere un passero che una lumaca, sì io vorrei se potessi, certamente vorrei. Preferirei essere un martello che un chiodo…”.

Simon & Garfunkel sono il duo musicale per antonomasia, fonte d’ispirazione per tanti giovani, esempio di classe e buon gusto. Nella storia della musica, hanno reso udibile, per primi, il suono del silenzio: “In sogni senza riposo io camminai da solo in strade strette acciottolate. Nell’alone di luce di un lampione, sentii il mio colletto freddo ed umido…”.

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