L’Ospedale San Bartolomeo di Sarzana premiato con due bollini rosa

ROMA– L’ospedale San Bartolomeo di Sarzana, afferente al Presidio Ospedaliero del Levante Ligure, si conferma centro di eccellenza per l’attenzione riservata alla salute della donna: oggi infatti è stato premiato dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da.) con due bollini rosa, validi dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2017. Ha ritirato il premio, la targa con due bollini, il Direttore Medico del Presidio Ospedaliero del Levante Ligure, Dottoressa Decia Carlucci.
Nella cornice della Presidenza del Consiglio dei Ministri si è svolta la cerimonia di premiazione del nuovo Network “Bollini Rosa” per il biennio 2016-2017, formato da 249 strutture ospedaliere distintesi per la loro offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, con particolare attenzione alle esigenze delle donne. Delle strutture premiate, 82 hanno ottenuto il massimo riconoscimento (tre bollini), 127 due bollini, tra cui il S. Bartolomeo, e 40 un bollino, mentre 7 strutture hanno ricevuto una menzione speciale per l’impegno dimostrato, partecipando a numerose iniziative promosse da Onda durante il biennio 2014-2015.
I Bollini Rosa sono il riconoscimento che O.N.Da, da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali italiani ‘vicini alle donne’, ossia quelle strutture che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, riservando particolare attenzione alle specifiche esigenze dell’utenza “rosa”. Tre i criteri di valutazione con cui sono stati giudicati gli ospedali candidati: la presenza, all’interno delle aree specialistiche di maggior rilievo clinico ed epidemiologico, di servizi rivolti alla popolazione femminile; l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici, a garanzia di un approccio alla patologia in relazione alle esigenze della donna, e offerta di prestazioni aggiuntive legate all’accoglienza in ospedale e alla presa in carico della paziente, come la telemedicina, la mediazione culturale e il servizio di assistenza sociale.

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