È arrivata la medicina migliore

LA SPEZIA – È finalmente arrivata la medicina necessaria a recuperare almeno in parte il terreno perduto: tre punti.
La vittoria nel calcio, ma nello sport in generale, è il ricostituente ed il tonico che meglio si addicono ad una convalescenza che va comunque seguita con equilibrio e cautela.
Tre punti assolutamente meritati, fra l’altro, ottenuti con un po’ di sofferenza ma anche con tanto impegno ed applicazione.
È vero, molto dipende anche da chi si ha di fronte ed il Vicenza non si è dimostrato certo avversario insuperabile, ma sarebbe davvero ingeneroso sottovalutare il valore psicologico ma anche tecnico del successo aquilotto.
Se poi paragoniamo la prestazione a quelle recenti francamente inguardabili in casa col Crotone ed all’Adriatico di Pescara non possiamo negare evidenti segni di ripresa che fanno ben sperare.
Di Carlo si sta dimostrato tecnico prudente ed accorto che, intanto, non ci sta a valorizzare il proprio oprerato parlando male di chi ha lavorato prima di lui.
Anzi, sembra raccogliere le cose buone fatte fino ad ora, e sono molte, ed apportare quei correttivi necessari che sappiano migliorare le prestazioni ridando fiducia ed entusiasmo all’ambiente.
Sul piano dello spirito e del morale, abbiamo visto, e non è di poca importanza, un bello stare insieme, lottare insieme, faticare insieme, soffrire insieme anche con qualche alterco di troppo in campo dettato dal nervosismo per la voglia di fare bene piuttosto che da dissapori che, almeno da chi osserva da fuori, non appaiono.
Anche chi, forse, fino ad ora, ha fatto fatica a sentirsi parte del gruppo sembra remare con gli altri incominciando a meritare la fiducia riposta ed a rispondere positivamente alle legittime aspettative.
Sul piano tecnico risponde a realismo e concretezza schierare un difensore in più a destra, laddove gli esterni bassi che alternativamente hanno frequentato quella zona non hanno, per motivi diversi, dato contributi positivi.
Un utile ripensamento, che dimostra umiltà e buon senso, è stato poi quello che ha visto riportare Migliore basso a sinistra sia per esaltare la capacità di sorprendere da parte di chi attacca partendo da dietro, sia ripistinando l’asse Migliore-Situm su quella fascia, una combinazione di forza, di estro e di pericolosità che ci invidia tutta la categoria e a cui sarebbe stato sbagliato rinunciare.
A centrocampo si attende il rientro di Juande che deve recuperare energie fisiche e disinvoltura mentale per riprendere il ruolo di uomo-faro di cui la squadra non può fare a meno.
Una bella soddisfazione, per lui e per noi, l’euro gol di Patrik Ciurria che, dopo le sofferenze patite a causa di seri infortuni, si prende qualcosina di quel tanto che il calcio gli deve.
Ora ci sono tutte le condizioni, atletiche e psicologiche, perché possa dimostrare quello che vale.
Il pubblico ed i tecnici abbiano la pazienza che si deve ai giovani.
Auguriamoci che l’allegra compagnia di dilettanti allo sbaraglio che gestisce, ahinoi, la società, fra un sorriso ed un pollice alzato, cavalcando un trionfalismo che non avrebbe nessuna motivazione seria, non riproponga gli errori fatti fino a qui ricaricando il panorama di aspettative, oggi peraltro neanche troppo realistiche, affliggendo ed appesantendo un ambiente che sta faticosamente, ma con umiltà e buon senso, ricaricando le batterie di un giocattolo che è stato comunque deteriorato, anche se, speriamo, non in maniera irrimediabile.
Questa squadra è ricca di valori umani ed anche tecnici, speriamo che tutti abbiano imparato la lezione e si comportino al meglio per valorizzarli.

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