PcdI La Spezia-Val di Magra interviene sull’ipotesi-pensionamento a 75 anni

L’Ocse ritiene ancora eccessivo il peso della pensione sulla spesa pubblica italiana e auspica che il governo si uniformi al più presto al resto degli stati europei. Per fare ciò è necessario ritardare l’uscita dal mondo del lavoro. In questo modo le nuove generazioni si trovano davanti un futuro poco roseo in materia di pensionamento. Una recente previsione dell’ INPS prospetta il lavoro almeno fino ai 75 anni con una riduzione dei già esigui assegni pensionistici del 25%. Le cause di questa ipotetica riforma sono da ricercare nelle numerosi voci che influenzano negativamente la spesa pubblica,come ad esempio la corruzione troppo spesso sottovalutata dalle istituzioni.
Riteniamo che il Governo dovrebbe prendere in seria considerazione questa ipotesi e farsene carico, in modo che le nuove generazioni di lavoratori vedano rispettati i propri diritti e tutele così come uno Stato democratico, fondato sul lavoro, deve garantire.

Tornare a considerare il lavoratore solamente come uno strumento di profitto, significa non aver superato una mentalità retrograda e capitalista, che il nostro Paese non può e non deve permettersi di assecondare.

PcdI sezione La Spezia-Val di Magra.

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