Nota Sindacale sul tavolo del Comune per Enel

 LA SPEZIA- Venerdì 27 novembre presso il Comune di La Spezia ha avuto luogo il primo incontro del tavolo di confronto avviato dal Comune di La Spezia che ha chiamato le istituzioni di governo e tutte le realtà interessate alla discussione per aprire un percorso di lavoro capace di raccogliere indicazioni e definire progettualità volte alla riconversione produttiva dell’area Enel, a seguito della scelta aziendale, a partire dal 2021, di abbandonare la produzione di energia elettrica a carbone. Il Sindaco di La Spezia ha aperto i lavori indicando  un percorso di confronto per dare una progettualità in grado di riconvertire un’area di 70 ettari che rimanga destinata alla produzione ed in grado di garantire lavoro impedendo operazioni di carattere speculativo ed immobiliare.

Quattro i punti indicati

1) Funzione legata alla presenza di Enel stessa. Può diventare questo territorio protagonista della possibilità di riconversione delle aree industriali con la partecipazione Enel.

2) Funzione area non di sviluppo retro porto in senso generico. Logistica. No deposito  container.

3) Funzione area rispetto settore Cantieristica.

4) Percorsi per progettualità Green Economy.

Chiamare alla responsabilità  tutti i livelli, regionale, nazionale ed europeo in un primo caso di riconversione produttiva di un’area con queste caratteristiche. Tempistica del confronto 6/8 mesi. Gli interventi delle istituzioni regionali, nazionali ed europee presenti hanno sostanzialmente condiviso il percorso tracciato dal Sindaco e, per le proprie competenze, si sono dichiarati favorevoli a partecipare costruttivamente al tavolo. Le forze ambientaliste si sono riservate di partecipare al tavolo manifestando perplessità sui temi del confronto introdotti nella presentazione.

   Enel ha spiegato le proprie intenzioni di non abbandonare il sito della Spezia, evidenziando che non sussistono modalità standardizzate applicabili automaticamente di contesto in contesto. Ogni luogo richiede un’analisi ed un’attenta valutazione delle possibilità, tenendo conto della storia di ogni impianto e della città.

Ci ha quindi illustrato le due modalità attraverso le quali può essere messo in scena il non abbandono di un territorio:

– ponendosi come una sorta di facilitatore nella ricerca di partners industriali e commerciali in grado di investire nell’area, mettendo a disposizione la “forza” dell’azienda, la sua capacità di predisporre e commissionare studi di fattibilità. Per il nostro sito ha riferito sarebbe all’ordine del giorno uno studio con un partner per “qualcosa” di tecnologicamente molto avanzato;

– continuando a produrre energia elettrica secondo le modalità definite dall’impostazione strategica corrente (eolico, solare, biomasse), considerando però la necessità di escludere già a priori per la conformazione del territorio la prima e la seconda opzione e vincolando la terza al consenso del territorio.

Nel nostro intervento abbiamo evidenziato che nell’arco dei 6/7 mesi futuri, periodo individuato dal Sindaco per provare a definire un masterplan, nei tavoli che prenderanno forma dovranno essere attentamente sviluppate ed armonizzate le diverse opzioni in gioco, sapendo di doverci porre con un approccio fondato sul merito delle questioni e sulla ricerca della qualità dei progetti a prescindere che questi vedano Enel in una modalità non core business (impegnata cioè a ricercare partners esterni) o tipicamente nel proprio ruolo di produttore di energia elettrica (aspetto che richiede l’ottimizzazione di un consenso nella comunità che passa per idee di alto livello e percorsi partecipativi).

   Le Organizzazioni Sindacali hanno evidenziato la centralità del ruolo di Enel e la disponibilità a contribuire con motivazione alla definizione di un progetto di trasformazione industriale del sito in grado di mettere a sistema per un obiettivo di alto profilo tutti gli acceleratori del caso: le opportunità strategiche, l’utilizzo dei fondi strutturali europei e il fondamentale rispetto per il lavoro, quello dei dipendenti dell’Enel e delle altre aziende che ne costituiscono l’indotto. Complessivamente parliamo del lavoro di 400 persone.

  Il tavolo sarà riconvocato con l’obiettivo di condividere un metodo di lavoro per approfondire gli argomenti introdotti.

 Filctem-Cgil        Flaei-Cisl          Uiltec-Uil         Cisal-FederEnergia

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