Vittime di mafia: intervista ad Adriana Musella, figlia di una vittima della criminalità organizzata

3 maggio 1982: l’ingegnere salernitano Gennaro Musella perde la vita dilaniato dall’esplosione della sua autovettura in Calabria, regione che amava profondamente e nella quale si era trasferito per lavoro. In Calabria, infatti, l’ingegnere realizzò darsene, porticcioli, costruzioni edilie stradali. Sue le opere per la protezione del litorale di Verbicano e Belvedere Marittimo, ancor’oggi intatte e visibili, perchè Gennaro Musella lavorava bene.

Musella denunciò però delle irregolarità nella gara d’appalto per il porto di Bagnara Calabra e questo sancì la sua condanna a morte.
L’omicidio è rimasto senza colpevoli e solo a distanza di 26 dall’attentato dinamitardo Gennaro Musella è stato riconosciuto “vittima di mafia” dallo Stato.

Abbiamo incontrato sua figlia Adriana, che tutt’oggi vive in Calabria
ed è presidente del coordinamento antimafia “Riferimenti“, una donna impegnata coraggiosamente nella lotta alle mafie. Di seguito l’intervista video.

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