Carta di intenti di Associazioni e Comitati per la difesa dell’ambiente “Riprendiamoci il golfo”

Carta di intenti di Associazioni e Comitati per la difesa dell’ambiente “Riprendiamoci il golfo” Le associazioni e i comitati riunitisi il giorno 22 Settembre 2015 presso il Parco Sabrina, in località Pagliari hanno preso in esame le diverse situazioni emergenziali presenti nel Golfo della Spezia e sono addivenute alla convinzione che non si debba operare in modo frammentato ma si debba avere una visione unitaria dell’intero Golfo. Così non solo si avrà una più chiara consapevolezza di ciò che ci sta accadendo attorno ma si avrà anche la possibilità di fare previsioni e di operare per il futuro del nostro territorio. Questa unità è fondamentale, vista l’importanza e la valenza delle questioni ambientali e territoriali presenti nel golfo della Spezia (e oltre) così come si ritiene molto importante il coordinamento tra tutti i soggetti che hanno a cuore questi temi. E’ necessario che si sviluppi uno scambio di comunicazione e informazione nonché un lavoro comune tra le Associazioni e i Comitati del Golfo che si assumono il compito di promuovere forme di partecipazione con tutti i cittadini del nostro territorio Nell’esame delle varie situazioni sono emerse alcune idee guida che qui esplicitiamo e che dovranno fornire la base metodologica per ogni agire futuro. Riconoscimento dei cittadini come portatori di diritti inalienabili. Il cittadino ha precisi diritti che le Istituzioni e le Amministrazioni sono per legge obbligate a tutelare: diritto alla salute, diritto al lavoro (un lavoro ambientalmente sostenibile) diritto a un ambiente di vita ecologicamente sostenibile, diritto a partecipare alle decisioni che lo riguardano. Riconoscimento dell’esistenza di beni comuni. Il territorio è il bene comune per eccellenza e non è soltanto il suolo o la società ivi insediata, ma l’intero patrimonio fisico, sociale e culturale, un valore aggiunto collettivo che troppo spesso viene distrutto in nome di un astratto e illusorio sviluppo. Pertanto chiedere con forza che siano messe al centro delle politiche pubbliche forme di partecipazione nella gestione del bene comune “territorio” diventa l’ossatura su cui possono svilupparsi politiche sostenibili. In quest’ottica diventa un obiettivo fondamentale porre fine al consumo di territorio (suolo e mare) consentendo nuovi insediamenti solo nel caso in cui non sussistano alternative al riuso e riorganizzazione dell’ esistente. Per quanto sopra scritto la Associazioni e i Comitati operanti nel Golfo della Spezia rigettano qualsiasi pratica di progettazione e “valorizzazione” che introduca logiche aziendali e privatistiche al posto di quelle dell’interesse collettivo. I cittadini devono essere documentati su ogni azione in tutte le sue fasi, da quelle preventive a quelle progettuali, a quelle esecutive, come è nei diritti di ogni comunità amministrata e come le leggi sulla trasparenza impongono. In quest’ottica di rispetto dei diritti dei cittadini, attuali e futuri, di tutela per il territorio, di rifiuto della logica che vede costantemente prevalere l’interesse privato sull’interesse collettivo, verranno esaminate e affrontate le situazioni già presenti nel Golfo e quelle che in futuro dovessero emergere. Quello che segue vuole essere solo un esempio, incompleto e parziale, di come le Associazioni e i Comitati del Golfo si pongono nei confronti delle attuali principali emergenze. Energia – Enel ha annunciato la dismissione entro il 2021 della centrale di Vallegrande. Comitati e Associazioni pretendono invece la chiusura immediata del gruppo a carbone, come richiesto già al momento delle prime osservazioni presentate in sede di AIA. Chiediamo che viste le evidenze scientifiche circa la tossicità della combustione del carbone anche le forze politiche assumano queste evidenze e lavorino sull’obiettivo della dismissione. Respingiamo con forza l’idea di convertire la centrale a bruciare il cd CSS (Combustibile Solido Secondario). Per quello che riguarda la SNAM ci opponiamo al nuovo progetto che, senza modificare l’attuale assetto di impianto di rigassificazione, implementerebbe anche una nuova funzione, quella di distributore di gas liquido per le navi e le utenze creando nuovo traffico di GNL via mare e via terra. Chiediamo che le autorità preposte, Sindaci in primis, controllino lo stato del rispetto delle norme di tutela ambientale e di prevenzione del rischio di incidente che si applicano a questo impianto già nella attuale versione, norme ampiamente disattese. In particolare rileviamo: – la mancanza di informazioni mirate alla popolazione dell’intero Golfo sui potenziali rischi dell’impianto e sui comportamenti da tenere in caso di incidente – l’incompatibilità con tutti i piani urbanistici (regionali, provinciali e comunali) dell’impianto. Porto – riteniamo i progetti proposti dall’Autorità Portuale della Spezia (sono attualmente in valutazione di VIA nazionale) in merito al Molo Garibaldi, Calata Paita e aree del Levante, nonché i dragaggi del fondale, vere e proprie alterazioni dell’assetto definito dal PRP che pure era stato da noi pesantemente criticato. Chiediamo: – il rispetto dei quartieri e delle marine storiche – di tutelare il molo Pagliari come bene storico – culturale senza realizzati opere di rimessaggio nautico come da progetto dell’Autorità Portuale – che sia ripristinato il corretto funzionamento del tavolo istituzionale e tecnico sul porto – una vera fascia di rispetto che separi attività portuali e quartieri – dragaggi eseguiti con tecnologie non inquinanti – che le attività di scarico-stoccaggio e trasporto containers non arrechino danno all’ambiente e alla salute dei cittadini, nonché il permanere di navi passeggeri in banchina non aumenti le emissioni inquinanti – un nuovo assetto della linea di costa dove tutte le attività (portuali, turistiche, nautiche) stiano in un nuovo e diverso equilibrio – che si rifiuti un modello di turismo nautico intensivo come quello proposto dal progetto di nuovo porto turistico delle Grazie in Comune di Porto Venere e dal progetto di ampliamento di quello del Fezzano. Rifiuti: chiediamo che si eviti una nuova era delle discariche nel Levante, dicendo quindi No al riutilizzo della discarica di Saturnia. Chiediamo la bonifica del sito di Pitelli, e che lo stesso venga reinserito nei siti di interesse nazionali. La raccolta differenziata deve essere il primo obbiettivo delle amministrazioni e si deve raggiungere il 65% come da obblighi da legge senza ulteriori indugi. Chiediamo che gli enti pubblici e le istituzioni rilevino e censiscano discariche di ceneri dell’Enel come quella individuata a Borghetto Vara. Tutela del patrimonio artistico, culturale e naturale del Golfo Su questo tema sono numerosi i conflitti aperti, dalla questione Piazza Verdi a quella della Scalinata Cernaia. E’ evidente anche la scarsa considerazione che viene rivolta a beni storici e artistici del nostro territorio, dal Castello San Giorgio alla Villa Romana del Varignano, dai Forti militari alla Palazzina dell’Aeronautica, oggetto di interesse solo quando si risvegliano appetiti di potentati economici, mentre potrebbero essere inseriti in un circuito che promuova un turismo di qualità. È necessaria per questo territorio una nuova politica del verde che valuti caso per caso la necessità o meno di un determinato intervento sul verde urbano e extraurbano. Deve essere promulgato al più presto: – il regolamento del verde urbano – il censimento degli alberi storici, in ambito urbano e no Riteniamo fondamentale l’elaborazione di un piano di utilizzo sostenibile della parte collinare, salvaguardia e ripristino dei sentieri, non solo quelli principali, che potrebbero diventare volano per un turismo consapevole e ecocompatibile. Infine, alla luce anche di recenti accadimenti, riteniamo debba essere radicalmente cambiata la modalità con cui si fanno le istruttorie su progetti di interesse storico-culturale. Indagine Epidemiologica : chiediamo con forza la realizzazione di una seria indagine epidemiologica che contempli i danni alla salute, sia di mortalità che di morbilità, generati dalle problematiche ambientali come la centrale Enel ed altre fonti nocive (traffico, discariche, attività portuale). I dati disponibili sono troppo parziali e troppo indietro nel tempo senza per questo costituire una vera “indagine epidemiologica”. L’indagine servirà ad evidenziare responsabilità e avviare azioni di risarcimento e indennizzo per le vittime. Acqua e beni comuni. Siamo per il rispetto pieno del referendum sull’acqua, così come pensiamo che tutti i cosiddetti beni comuni devono essere tolti dal monopolio del mercato e restituiti a un controllo e possesso del pubblico. Chiediamo la ripubblicizzazione del sistema idrico nella nostra città e provincia così come Acam Ambiente, che gestisce il sistema dei rifiuti, deve tornare interamente pubblica. Controlli Ambientali e Sanitari Chiediamo che si avvii l’immediata riorganizzazione di ARPAL e ASL, che devono essere più autonome dalla politica, per garantire ai cittadini liguri standard di monitoraggio e comunicazione adeguati a un paese democratico e alla gravità della situazione della provincia della Spezia.

Hanno aderito: Cittadinanza Attiva Isde -Associazione Medici per l’Ambiente La Spezia Italia Nostra La Spezia Legambiente La Spezia Lipu La Spezia Verdi Ambiente Società La Spezia Associazione Posidonia Coordinamento Comitati del Levante cittadino Comitato SpeziaViaDalCarbone Coordinamento Acqua Bene Comune La Spezia Comitato Piazza Verdi Comitato Scalinata Cernaia

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