Quartieri del Levante: le mezze verità dell’Autorità Portuale

 LA SPEZIA- Essendo molto gasata, l’Autorità Portuale spezzina non perde occasione per fare annunci e trasmettere un’immagine molto gonfiata sui contenuti della sentenza del Consiglio di Stato.
Cominciamo col dire che i concessionari delle  Marine del Levante non erano contro la ricollocazione, ma erano a sostegno di una ricollocazione dignitosa e funzionale riferita ad una intesa del 2007, sottoscritta dall’Autorità  Portuale e finalizzata ad identiche funzioni tale ricollocazione è stata respinta dal Consiglio di Stato che però ha confermato il diritto  alla ricollocazione nella finalità di equivalenti funzioni ed in questa parte il Consiglio di Stato ha riconosciuto l’intesa del 2007 confermando tutto il carico finanziario dell’operazione all’Autorità Portuale.

Ora si tratta di valutare se il progetto trasmesso dall’A.P. è leggibile nei suoi contenuti  e può corrispondere a equivalenti funzioni come il Consiglio di Stato ha deciso ed inoltre la localizzazione proposta deve avere contenuti di garanzia rispetto al moto ondoso nonché verso le normative che riguardano i beni ambientali protetti se poi non vogliamo parlare della nebulosità circa la gestione degli impianti, sia in termini individuali che collettivi e, non ultimo, il lato finanziario della cosa. Insomma:  massimo rispetto circa la sentenza del Consiglio di Stato la quale non ha annullato completamente, come forse qualcuno si augurava, il riconoscimento dell’accordo del 2007 sulla ricollocazione delle Marine Storiche Del Levante ma intendiamo precisare che la sentenza non tocca quella parte che si riferisce alle prescrizioni ambientali(vedi fascia di rispetto,mitigazione degli inquinanti acustici ed atmosferici) e dei preliminari che vanno messi in atto prima di mettere mano alle banchine portuali come d’altronde fissato dalla legge del 2006.

Coordinamento Quartieri del Levante, Rita Casagrande e Franco Arbasetti

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