Vicenda Piazza Verdi, Mori: “Abbiamo scelto di non fare l’archeologica preventiva”

LA SPEZIA– Si è svolta nel pomeriggio di ieri, a Palazzo Civico, la Commissione su Piazza Verdi, con l’audizione del Comitato che da oltre due anni si batte contro il progetto Vannetti-Buren. Il pomeriggio è stato concitato, con svariate interruzioni, la prima delle quali durante l’esposizione dei fatti del portavoce del Comitato, Massimo Baldino, accusato dal consigliere PD Maurizio Ferraioli e da alcuni suoi colleghi di “fare un comizio“. Questo ha scatenato un vivace battibecco tra consiglieri di maggioranza e di opposizione, questi ultimi spalleggiati dai numerosi membri del Comitato presenti, nonostante fossero le 15 di un giorno infrasettimanale e ciò dimostra che la vicenda di Piazza Verdi è tutt’altro che marginale o dimenticata. L’interesse è sempre molto alto e il progetto continua a non convincere, come afferma anche il consigliere NCD Luigi de Luca, riferendosi a molti abitanti di Piazza Verdi e dei dintorni.

Ma, afferma l’Assessore ai Lavori Pubblici Corrado Mori, il progetto verrà concluso nella sua interezza; non è stato fatto un percorso partecipato non perché qualche anno fa la partecipazione non andasse di moda (come adesso, che vengono aperti tavoli su tutto), ma perché la scelta era caduta sull’opzione “Architetto + artista“, che non prevede partecipazione. Forse, però, trattandosi di una Piazza centrale e nevralgica, sarebbe stato il caso di optare per un’altra scelta…
Altro casus belli è quello della famosa “Archeologica Preventiva“, che il Comune ha deliberatamente scelto di non fare, nonostante debba essere fatta: la Soprintendenza, a causa di questa scelta, ha imposto al Comune un’archeologa (che -si presume- viene pagata) e l’obbligo di fermare i lavori e segnalare eventuali ritrovamenti (come spiegato anche da Marco Grondacci: notedimarcogrondacci.blogspot.it) Quindi, se il cantiere è stato più volte fermato, è responsabilità dell’Amministrazione.
Baldino, inoltre, gli ha fatto notare che questa “scelta” ha cagionato un danno economico di 450.000 euro, nonché l’allungamento dei tempi dei lavori (un anno in più, con tutti i disagi per chiunque usufruisca della Piazza).

Ma l’Amministrazione queste responsabilità non pare volersele prendere. E infatti, ancora una volta, ricorre al Tar e continua a dire che “va tutto bene“, “non ci sono varianti di progetto se non l’abbassamento di un marciapiede di pochi cm che non è un allargamento delle corsie del bus“. Strano, così ci era parso… ma se lo dicono loro… perché non fidarsi?
La vicenda non finirà qui, perché l’opposizione chiederà un’audizione con la Soprintendenza, che sicuramente ha un po’ pasticciato in questi anni. L’Assessore Mori dice di essere disponibile al dialogo sulla gestione del cantiere, che presenta, tra le altre problematiche, un attraversamento pedonale che finisce letteralmente addosso a una transenna.

Ieri, hanno detto, era un’audizione del Comitato e a rispondere alle domande non doveva essere l’Amministrazione: speriamo però che, in altra sede, Mori risponda ad alcune, precise, richieste di Carlo Parmeggiani, riguardo soprattutto alla (mancata) sicurezza della Piazza.

 

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