Le prospettive della sinistra secondo Moreno Veschi (PD)

LA SPEZIA- Riceviamo e pubblichiamo una nota di Moreno Veschi sulle prospettive della sinistra.

Alcuni giorni fa c’è stata una presa di posizione di “Possibile” spezzina (Civatiani) che in un confronto con altri soggetti politici della sinistra ha lanciato la parola d’ordine “Alternativi a Destra e PD”, anche in vista delle elezioni amministrative del Comune della Spezia che si terranno nel 2017. Spero che nei partiti della sinistra ci siano energie che si oppongano a tale impostazione. Altrimenti ne sarebbero contenti  sia la destra che il M5S, che tra l’altro non vuole allearsi con nessuno.  Mi colpisce il prevalere di una proposta politica di chiusura rispetto ad un confronto sui contenuti per e non contro.
Giusta l’apertura alle energie della città, come è stato sottolineato in quel confronto, ma aggiungo preliminarmente la necessità di un metodo di governo locale che sia basato sul confronto, il dialogo, la mediazione, in definitiva la partecipazione dei cittadini e non su un decisionismo che molto spesso trova ostacoli che ne svuotano le intenzioni. Sono convinto della necessità di una politica “Keynesiana” con una visione antiliberista, ma non mi piace l’antirenzismo pregiudiziale e demonizzante che non porta da nessuna parte.
Il PD non è un partito di destra. La destra è quella di Salvini, quelli che sfilano con i simboli fascisti a Budapest e Desdra.  Mi sembra giusto criticare anche politiche quando si rifanno alla sinistra liberal degli anni novanta che non hanno avuto conseguenze positive contro le disuguaglianze, ma non alziamo un fossato tra PD e le forze che accentuano il loro essere di sinistra. Non aiuta la liquidazione di chi è impegnato all’interno del PD affinché esso rimanga un partito di centrosinistra, non un partito “pigliatutto” o “neocentrista.

Penso che sia perdente per tutta la sinistra l’assenza di ogni prospettiva unitaria per un  “nuovo centrosinistra”. Certo, il PD, da parte sua, non deve sottovalutare l’enorme spazio che si può creare alla sua sinistra come è già avvenuto alle Regionali liguri dove molti elettori non hanno votato PD ma, o si sono astenuti, o hanno votato prevalentemente per il M5S e non certo per la sinistra radicale. La sinistra italiana è sempre stata animata da una volontà unitaria. E’ questa una giusta bussola anche per l’Italia di oggi .
Del resto un sondaggio DEMOS del 22 novembre scorso dice che tra  gli elettori che sostengono Landini, Civati, Vendola e Fassina prevalgono con l’87% quelli favorevoli ad un patto con il PD in un eventuale secondo turno.
Forse è meglio lavorare per vincere al primo turno.

Moreno Veschi, segreteria provinciale PD

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