Cara sentinella in piedi. Una lettera di Cesare Bisleri

Riceviamo e pubblichiamo:

“Cara sentinella in piedi,

insieme al tuo libro che porti in manifestazione, leggi anche queste righe con le quali ti invito a qualche riflessione:

L’umanità ha da sempre inventato norme, valori e forme di relazioni diverse, proprio nel campo della famiglia. La famiglia si evolve con la stessa rapidità dei costumi sociali e delle leggi che li disciplinano. Ciò è constatabile da tutti.

I sociologi e gli storici classificano diversi tipi di famiglia: monogamica, poliginica, poliandrica, poliginandrica, onogenitoriale, omogenitoriale, patriarcale, matriarcale, nucleare, estesa, multipla…, tutte famiglie naturali in quanto esistono.

La specie umana, inoltre, per sua natura non sente l’imperativo di orientare ogni rapporto sessuale unicamente alla generazione. Questo è un fatto incontestabile e anche tu, in quanto umano, ne sai qualcosa.

Sostenere, quindi, che ci siano in natura dei fatti che sono innaturali, non ha alcun senso.

Si può parlare di comportamenti meno frequenti ed altri più frequenti, ma non “innaturali”. La natura è “essere”,  non “dover essere”, e ogni fenomeno che si ritrova in essa è per ciò esso stesso naturale.

Nemmeno i rapporti omosessuali sono contro natura. In natura l’omosessualità esiste eccome e anche dalla scienza e dalla nostra medicina, ormai da molto tempo,  non è più ritenuta una malattia o un disturbo,  tranne che da loro: da quelle persone che ti stanno usando, che vogliono farti odiare i tuoi simili, i tuoi fratelli umani, e discriminarli sulle differenze che la natura ci ha dato, con lo spauracchio di inesistenti “teorie gender” ed un fantomatico attacco alla tua famiglia.

Persone come:

Luca Lepore e Massimiliano Bastoni, della Lega,  che hanno definito il gay pride  «deprimente palcoscenico di qualche migliaio di frustrati, vittime di aberrazioni della natura»   o  come  il deputato Giovanardi, che dice ”Ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere” e che, ancora, ritiene che la vista di due donne che si baciano sia uguale a vedere chi fa la pipì in strada. Persone come alcuni militanti del partito di estrema destra “Forza Nuova”, che  hanno definito il Pride di Milano un  «orrendo caravanserraglio di sodomiti, lesbiche e corte dei miracoli associata»  aggiungendo anche: «che ogni patriota sappia e senta in sé con fermezza e serenità che tutto ciò non è ancora deciso, che il periodo della delega politica ai partiti è finito, che le battaglie si possono ancora vincere facendosi carico direttamente ed in prima persona dell’onere e dell’onore della battaglia». “Onere e onore della battaglia”. Hai capito bene!  Una guerra quindi, che vogliono far fare a te, contro i tuoi fratelli. Una crociata sotto l’egida di parole dei portavoce di  una Chiesa cattolica ancora cieca e sorda  al progresso dell’umanità, come quelle del cardinale Parolin, all’indomani della vittoria del si al referendum sui matrimoni gay in Irlanda:  “Credo che non si possa parlare solo di una sconfitta dei principi cristiani, ma di una sconfitta dell’umanità”.

La vera sconfitta  dell’umanità sono loro. Queste persone e questi sentimenti di odio, disprezzo, intolleranza, di giudizio,  gli stessi sentimenti che hanno portato gli uomini a commettere atroci e tragici errori nella storia, non solo antica; a considerare inferiori i propri fratelli, per differenze di razza, di colore, di religione, di orientamento sessuale, fino a ghettizzarli, catalogarli (come è già stato fatto) dietro ad un bollino colorato, per poi umiliarli e anche ucciderli.

Guardati attorno sentinella in piedi, e fai una piccola riflessione sul mondo reale che ti circonda. Eterosessuali, bisessuali, gay, lesbiche trans, separati, divorziati, single, figli naturali, figli adottati, figli in provetta: sono tutti esseri umani di pari dignità, tuoi e miei fratelli, che come noi hanno diritto alla famiglia che desiderano o ad una famiglia che li desideri. Una famiglia veramente naturale, quella spontaneamente costruita negli affetti, negli amori e nella tutela dei diritti civili e non nello stereotipo imposto da una parte di società  ipocrita, insensibile, egoista e che, ancora una volta, si ostina ad essere cieca.

Guardati attorno sentinella in piedi e rifletti sui quei dogmi che ti hanno insegnato a condividere e a sostenere anche oltre il tuo personale pensiero, come il disprezzo per i gay pride,  considerati dai quei cosiddetti benpensanti “delle ridicole carnevalate di persone che hanno bisogno di ostentare così la loro depravata sessualità”. Non c’è  nulla di più falso ed ipocrita.

È una sensazione bella ed entusiasmante constatare che, ormai, ogni “gay pride” è diventato di fatto un “Human pride”, coloratissimo insieme di tante realtà: gay, lesbiche, transessuali, eterosessuali, sposati, divorziati, single credenti, diversamente credenti, non credenti, ecc., tutte belle persone che non si danno un’etichetta se non quella di “umani che non vogliono negare i diritti ad altri umani”.

I tanto odiati o commiserati gay, lesbiche, trans, divorziati, separati, fanno parte del mio quanto del tuo mondo e sono anche i tuoi amici, i tuoi parenti, potranno essere i tuoi figli e i tuoi nipoti; negare loro i diritti fondamentali potrebbe voler dire, un giorno, sbattere in faccia la porta anche a tuo figlio e dire: non meriti di essere felice, non sei degno e non puoi avere il diritto ad una famiglia come desideri o che ti desideri.

Questi retaggi culturali, sono ormai vecchi e fuori moda come l’olio di ricino, getta il tuo sguardo corrucciato e triste e sorridi con noi. Non vi è nessuna guerra in atto contro la tua famiglia.

La famiglia naturale è quella dove c’è amore, affetto, rispetto, dignità, condivisione. Vieni con noi. Il mondo cambia, la società cambia e sempre in meglio e verso un sempre più allargato  rispetto dei diritti umani.

Raccogli questo invito a non rappresentare TU il peggio della nostra società. Unisciti a noi per  spegnere i roghi accesi dalla paura e dall’ignoranza,  il tempo delle streghe è ormai finito e puoi diventare una sentinella della libertà”.

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